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Quella fiaba di Vichi ha protagonisti insoliti: i cinghiali

Firenze – Non è facile scrivere un racconto per ragazzi di età fino al massimo sette/otto anni. Non è facile neppure se sei Marco Vichi, autore affermato, creatore fra l’altro del Commissario Bordelli protagonista di Morte a Firenze, il giallo ambientato ai tempi dell’alluvione del 1966,  che ha ottenuto il Premio Scerbanenco – la Stampa 2009 per il migliore noir italiano.  Ma Vichi è un autore ricercatore, curioso e avventuroso, e ha prodotto per questo Natale “Il coraggio del cinghialino”, con le illustrazioni di Giancarlo Caligaris, pubblicato in copertina cartonata rigida da Guanda, la casa editrice che lo ha lanciato.

Diciamo subito che l’esperimento è riuscito. Se c’è infatti un rischio maggiore  che corrono gli autori di novelle e racconti per bambini, questo è sicuramente lo scadere nel banale per mancanza di vera fantasia fanciullesca o nel troppo complicato per lo stesso motivo, stavolta però aggirato con contorsioni degne di miglior causa.

Un libro del genere ha invece successo se riesce a far passare storie e immagini nei quali i piccoli lettori ritrovano i temi e i meccanismi narrativi che stanno loro più a cuore – l’amicizia, il calore, l’essere riconosciuti e amati dal gruppo, la rivincita contro l’esclusione  etc. – attraverso personaggi e intrecci che abbiano un senso e che soprattutto si concludano con il trionfo di ciò che il loro piccoli amici desiderano dal profondo del cuore.

E’ il caso del Cinghialino di Vichi che è in realtà è un cagnolino abbandonato dai padroni perché nessuno lo voleva a causa della sua bruttezza,  che viene salvato da un gruppo di cinghiali  e che attraversa alcune peripezie ancora a causa degli umani, per tornare di nuovo dai suoi salvatori.

Tanti sono i riferimenti ai novellieri di tutti i tempi, ma sono utilizzati con delicatezza e originalità: dal libro della Jungla, al richiamo della Foresta, al brutto anatroccolo, ai grandi cartoons di Walt Disney. L’aspetto però che ci pare di una novità assoluta tocca questo nostro meraviglioso territorio. I protagonisti del libro di Vichi sono i cinghiali, animali prolifici, prede ambite delle comunità di cacciatori, e gli altri più o meno piccoli abitatori delle foreste toscane perfettamente riconoscibili nelle descrizioni dell’autore.

I cinghiali, come è noto, non godono di buona stampa per le loro tendenze invasive e infestanti. E tuttavia, ecco il messaggio di Vichi, hanno diritto francescanamente  come tutti gli altri esseri viventi alla loro parte di attenzione e di rispetto. Allora, cari bambini, cominciate a mettere anche loro nel vostro zoo di amici che contribuiscono a formare la fantasia che precede la vostra futura auto consapevolezza di abitante della terra.

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