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Ricordo di Federico, uomo di libri

Federico se ne è andato a sessantacinque anni, a poche settimane dalla morte della moglie,Maria Moneti, professoressa  di storia della filosofia del nostro ateneo. Ero andato a trovarlo qualche giorno fa e lo avevo trovato in preda ad un dolore profondo, inconsolabile.Era l'effetto di un carattere estremamente sensibile,che forse è stato all'origine della sua scomparsa  prematura,
La scuola media Agnolo Poliziano aveva una succursale nella cantine del liceo ginnasio Dante. (Erano gli anni del baby boom). e così con Federico abbiamo passato gli otto anni della scuola media e della scuola media superiore nello stesso edificio, salendo da un piano all'altro. il Dante è in Piazza della Vittoria, luogo fatidico da cui sono passati generazioni di studenti, mentre l'altro terminale della nostra dinamo era Piazza San Marco , la Facoltà di Lettere che Federico frequentò dopo il liceo, ma che era allora il centro di attrazione e di socializzazione  di tutte le facoltà umanistiche.
Federico dimostrò subito una spiccata sensibilità culturale in particolare verso la  letteratura. in quegli anni partecipammo al  primo sciopero del Dante, concluso vittoriosamente conseguendo conquiste come l'apertura della biblioteca scolastica o la possibilità di invitare il sabato a fare conferenze personalità e studiosi esterni.Erano gli anni di Nuova Resistenza (1962) associazione di studenti medi, guidati da uno studente universitario, poi immaturamente scomparso nella tragedia di Punta Raisi, Alberto Scandone.
Federico cominciò subito a lavorare alla Nuova Italia, la casa editrice fondata da suo nonno, Ernesto e diretta dal padre Tristano, deputato prima del Partito d'Azione e poi del partito socialista. Dopo la vendita di questa alla Rcs libri,si dedicò alle Edizioni di Storia e Letteratura dove è oggi impegnato il figlio Tommaso. (Ma anche l'altra figlia Micol è impegnata in una libreria). Ecco, la storia della famiglia Codignola è tutta intrecciata con il libro, la sua scrittura, la sua edizione, la sua diffusione.
Come si diceva, Federico  sentiva spesso il peso di questa sensibilità e ora non aveva più la sua compagna ad aiutarlo a portare questo fardello. Aveva rinunciato da tempo a svolgere un ruolo politico, ma era molto impegnato dal lato culturale. Chi lo ha conosciuto e gli ha voluto bene lo porterà sempre nel cuore. Ciao Fede!
Valdo Spini

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