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Ritratto di Dante: l’uomo dietro la grandezza del poeta

Firenze – La vita di un uomo nel Medioevo, inserita perfettamente nel suo ambiente storico, politico e culturale. Il Medioevo è un passato lontano dalla nostra realtà. Abitudini, costumi, vita quotidiana sono difficilmente raggiungibili mentalmente per chi vive il nostro tempo, ma l’uomo non è comune, si chiama Dante Alighieri.

Alessandro Barbero, esperto in storia medioevale racconta in modo avvincente il lato meno conosciuto e certamente il più dibattuto di Dante. Partendo dalle origini, o meglio dagli antenati, come il trisavolo Cacciaguida, e le vicissitudini della cerchia familiare, lo scrittore nel suo libro “Dante”, Laterza Edizioni, 2020, ricostruisce e contestualizza la biografia del Sommo Poeta, attingendo da fonti dell’epoca e dalle opere che sono giunte a noi, con la “Divina Commedia” come documento principale.

Il libro, uscito alla vigilia del 2021, anno che celebra il 700esimo anniversario della morte di Dante, offre una prospettiva singolare del poeta fiorentino cogliendone le contraddizioni e presentando un ritratto meticoloso e attento della sua esistenza. Il testo è avvincente e la documentazione impeccabile, Barbero si cimenta nel racconto di un personaggio che, insieme alle sue opere hanno riempito montagne di libri.

Lo fa proponendo subito la dimensione umana del creatore della Divina Commedia.

Inizia con la battaglia di Campaldino del 1289, a cui Dante ha partecipato come uno dei 150 feditori  fiorentini, scelti fra le fila del sesto di Porta San Piero, schierati in prima linea. Oppure cercando le tracce della nobiltà fra i suoi antenati. E poi la famiglia Alighieri era dedita all’usura?

Dante nacque nel maggio del 1265 in una Firenze governata dai ghibellini, come afferma lui stesso nel XXIII dell’Inferno. Visse una condizione agiata almeno prima dell’esilio, e fu sposo di Gemma di Manetto Donati. Per i suoi studi ebbe vari maestri tra cui Brunetto Latini e infine, ventenne e ormai orfano di padre, si perfezionò a Bologna. Partecipò alla vita politica di quel tempo all’interno di una società fiorentina fortemente stratificata, complessa e animosa. In quel periodo una spaccatura tra i Guelfi, e la conseguente divisione in Bianchi e Neri, non meno sanguinosa di quella tra Guelfi e Ghibellini, cambierà la vita politica di Dante e sarà la conseguenza del processo, con le accuse a suo carico di concussione, e la decisione del catastrofico esilio nel 1302. Ormai nemico della sua Firenze, il poeta visse in esilio gli ultimi venti anni della sua vita, senza mai più rivedere la sua patria nonostante i vani tentativi. La vita dell’esule lo portò verso diversi itinerari e a conoscere molte dimore fino alla malaria fulminante che lo raggiunse a Ravenna nel settembre del 1321.

Il percorso fedele e dettagliato della vita di Dante, è sempre sostenuto dalle tesi più verosimili che Barbero espone con una grande ricchezza documentaria, analisi brillante e una profonda conoscenza della storia.

Anche le situazioni più incerte e vaghe che riguardano la vita di Firenze, metropoli di quel tempo, inserita nelle vicende italiane, e gli accadimenti del Sommo Poeta, in questo libro sono affrontate con la sottigliezza e la logica tipica dello studioso. Barbero fin dall’inizio dimostra una grande capacità di narrare con dovizia di particolari eventi e accadimenti a cavallo fra il Duecento e il Trecento con uno sguardo realistico e attento ai dettagli. Le guerre, la mentalità medioevale, i rapporti fra cittadini e i valori della società fanno da sfondo alla storia di Dante come uomo e non solo come creatore geniale dell’immortale Comedia.

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