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Barbarico di Giovanni Lindo Ferretti

Montano per discendenza e per scelta, per contingenza da centocinquant’anni italiano ma sono italico da secoli e secoli e il futuro non è dato; cattolico romano in lotta perenne con un substrato barbarico, un sentire profondo che secoli di fede e devozione hanno contenuto, limato, educato ma, inutile mentire, affiora qua e là prepotente : occhio per occhio, dente per dente”. E’ il biglietto di presentazione di Giovanni Lindo Ferretti che nel suo ultimo e semplicemente intitolato “Barbarico”, ci riconsegna alla lettura alcuni suoi scritti apparsi nella rubrica dell’Avvenire “Dal crinale” alcuni anni fa. Una liturgia laica scandita dai tre momenti dell’ “Ora”, “Lege” , “Et Labora” che ci porta nel mondo di Ferretti, la sua montagna, le letture, i ricordi, la famiglia, la Chiesa, la tradizione  . Una lingua parlata, la sua, che andrebbe letta a voce alta, lentamente, per assaporarla meglio. Ogni parola scelta, ogni frase un pensiero da meditare, eppure, come svela in una recente intervista scrive semplicemente con una biro e un foglio ma non alla scrivania, tra stalle e montagne, i suoi sette cavalli sono gli interlocutori privilegiati dell’atto creativo, è a loro che si rivolge recitando le parole. Da alcuni anni infatti Giovanni Lindo Ferretti è tornato a vivere al suo crinale, Cerreto Alpi, nel cuore dell’Appennino Reggiano, lungo l’antica via che collegava Lunigiana e Pianura Padana ed ha riallacciato un legame con il lavoro dei suoi avi che erano allevatori di cavalli. La sua fama è legata ai CCCP Fedeli alla linea e a seguire a CSI e PGR, considerato uno dei padri del punk italiano e della musica alternativa. Un’altra vita, altro secolo, altro millennio. “ Un nervo scoperto, un’inquietudine fatta corpo; stati di agitazione in forma di canzone”  “ Ciò che posso salvare dei miei anni– scrive- è riducibile a un operoso meditare il mistero della vita, la condizione umana, ma servirà un’infinita Misericordia nel giorno del giudizio per salvarne l’equivalente di un granello di polvere”.

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