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San Donato in Avane, la storia di un paese e della sua gente

Firenze – San Donato in Avane, un paese inghiottito tanti anni fa dalla lignite rivive oggi nelle pagine di un libro.  Quella che segue è la storia di un paese e della sua gente che lo visse e lo abitò.

In un lungo e tortuoso itinerario, gli autori di San Donato in Avane, il paese ritrovato edito da Settore 8, hanno tentato di ricomporre un mosaico complesso, ricercando gli abitanti ancora vivi, chiedendo loro di raccontare delle loro case, delle loro stalle, dei loro negozi, delle strade e della chiesa, del prete, delle feste paesane, delle tradizioni religiose, delle emozioni che si provano ad abbandonare e a ritrovare oggi un deserto, dove un tempo viveva una comunità.

Attraverso la loro voce emerge un affresco straordinario in cui tutto sembra reale: il barbiere, la campana per la strada sterrata, i covoni, i matrimoni, i funerali, le urla dei bambini quando escono da scuola. In realtà, sono solo ricordi di un luogo caduto nell’oblio, cancellato dalla storia in un gelido mattino d’inverno alla fine degli anni ’70 del Novecento.

Il libro, curato da Filippo Boni, attraverso un lungo lavoro di archivio ricostruisce una pagina della storia di questo territorio e narra le vicende dell’abitato fin dalle sue origini medievali, per approfondire poi la vita quotidiana con i suoi usi e costumi fino alla ricostruzione storica documentata dell’abbandono e della distruzione, avvenuta per l’ampliamento del bacino lignitifero tra i comuni di Cavriglia e Figline tra il 1977 e il 1985. Significativa è anche la ricostruzione catastale e iconografica, arricchita dalle bellissime immagini provenienti da archivi privati, di tutti i poderi che costellavano il territorio e dalle splendide testimonianze di vita delle persone che vi abitarono.

San Donato in Avane fu una piccola località del comune di Figline Valdarno poco distante da Gaville e dalla pieve millenaria di San Romolo. Per raggiungerlo oggi occorre arrivare fino a Gaville, superare la pieve e girare a sinistra e percorrere una strada stretta e curvilinea che passa in mezzo a bosco e olivete in gran parte abbandonate. Ad un certo punto ci si trova davanti ad un cartello bianco arrugginito che indica il paese che non esiste più.

San Donato si può solo provare ad immaginarlo perché ciò che oggi si vede è altro da quello che era. La storia di questo borgo è molto antica e affonda le sue radici in epoca probabilmente romana. Non molto distante da qui, infatti, correva la Cassia Adrianea, la strada che da Gaville tagliava i colli del Chianti dal lato Valdarno attraversando tutto l’attuale comune di Cavriglia per ricongiungersi con la via Chiantigiana, che porta a Siena.

Questo libro è nato per volontà di un suo ex abitante, Piero Secciani, che con passione e cura negli anni ha archiviato foto e documenti sul suo paese insieme ad altri compaesani, per provare a restituire dignità a un luogo, a una terra, a un’umanità svanita e dimenticata.

Un mosaico di esistenze che riprende vita in queste pagine e restituisce finalmente un’anima a San Donato in Avane.

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