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Venerdì Libri/ Il contro in testa, gente di marmo e d’anarchia

"Ho odiato la mia terra come si odia una madre secca e muta, una landa sterile e infeconda, un vuoto inabitabile e senza contorni…L'ho odiata perchè, man mano che mi conoscevo, temevo che non sarei stato altro da lei". Parole durissime che aprono la lettura de "il contro in testa. Gente di marmo e di anarchia" di Marco Rovelli, un libro pubblicato da Laterza nella riuscitissima collana Contromano dedicato a Massa e Carrara, due borghi selvaggi e refrattari che procedono dalla stessa area di confine marcata dalla presenza delle Alpi Apuane, tra cave a mare. Inevitabilmente terra di anarchici e di ribelli, di partigiani, di vino e di osterie ma soprattutto terra di visioni. Non poteva esserci interprete migliore per un racconto a dir poco complesso che tra le pieghe del reportage narrativo e del saggio  introduce elementi lirici, canzoni, poesie, narrazioni che fanno parte della cultura popolare di una terra così fortemente segnata dalla storia e oggi in crisi d'identità.

L'ispirazione non può che nascere attraverso un'ascensione notturna al monte Tambura per vedere dalla cima il nascere del giorno e abbracciare insieme Tirreno, Garfagnana e cime circostanti. La salita al monte diventa lo strumento narrativo per iniziare il suo "viaggio nella terra dei fantasmi". Visioni allucinate di morti caduti sotto il peso di blocchi marmi sfuggiti alle corde spezzate, i fantasmi dei partigiani e degli sfollati nell'inverno del '44, popolazioni alla fame, molti caduti per il freddo e la fatica o per mano dei tedeschi, fantasmi anche di briganti uccisi a cavallo tra Sette e Ottocento. Quale ultimo anello di una catena di eredità disperse, dall'anarchismo dell'Ottocento per arrivare agli anni di piombo Marco Rovelli inizia la sua riflessione. Tra i tavoli dell'osteria e tra un bicchiere e l'altro è  l'anarchico  Silvano di Carrara a svelare la differenza ontologica tra massese e carrarese " Il massese è molle. E' rimasto sempre un contadino, servile. Il carrarino no, il carrarino non si piega, è fiero, schiena dritta. Ha il contro in testa il carrarino". Come nel taglio del marmo dove devi capire la linea giusta da seguire, altrimenti se vai al contrario non ci riesci. "Il marmo è come la vita, morbido al verso e duro al contro".

Altri incontri in osteria, il Taro, nome di battaglia del partigiano Angelo Dolci, e il circolo anarchico con il suo carico di ricordi e di personaggi che lo hanno animato, Goliardo Fiaschi, Zava, Giorgi, Belgrado, Alfonso Nicolazzi e tanti altri ancora. Fu Lotta Continua ad unire le due città, Massa e Carrara  che organizzavano insieme le manifestazioni che partivano dalla Foce, come gli insorti del '94. Ma oggi che cosa è rimasto di quel periodo ribelle? "Non si è mai dato abbastanza. Il testimone va trasmesso.Il fuoco va tenuto vivo e diffuso – scrive Rovelli – Non si può tenerlo per sé.” Scrittore e musicista Marco Rovelli ha pubblicato diversi titoli dedicati alla narrazione sociale come : "Lager italiani", "Lavorare uccide", "Servi"; numerose raccolte di poesie e il romanzo “La parte del fuoco”. Musicista, prima con il gruppo Les Anarchistes da solista ha realizzato il Cd libertAria

il contro in testa Gente di marmo e di anarchia
Marco Rovelli
Laterza/ Contromano
pagg.144
Euro 12.00

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