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Venerdì Libri/ Il Postale, storia misteriosa e avvincente nella Valle del Serchio

 Ambientato nella misteriosa Val di Serchio, l’ultimo libro di Vincenzo Pardini ha il potere di trasportarci indietro nel tempo, quando per spostarsi da un paese all’altro si usava la diligenza e per la corrispondenza delle Regie Poste Italiane “Il postale” che faceva sosta alle stazioni, lungo gli estenuanti percorsi per il cambio e il ristoro di cavalli e passeggeri. Siamo a cavallo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del nuovo secolo, la storia di Liberio Fraterni forse uno degli ultimi vetturini a svolgere questo lavoro prima dell’avvento delle ferrovie e delle automobili, è delicata e ricca di poesia. 

Sin da ragazzo Liberio aveva abbracciato questo mestiere con grande passione, senso del dovere ma con una particolare dedizione ai cavalli con i quali riusciva a stabilire un’intesa pari a nessun altro. La moglie Altea, in cinta di pochi mesi, rossa di capelli e occhi azzurri, sa esprimersi più a sguardi che a parole e spesso confida al marito i suoi sogni, come l’ultimo di un cavallo nero che correva come un fulmine “sospeso tra verde e nero”. Questa volta però la visione onirica anticipa l’entrata di Balio nella loro vita. Un cavallo nero, dalla folta criniera, “discende dai purosangue dei faraoni; i suoi antenati hanno visto aprirsi il Mar Rosso. Ciò per dirti di quanto abbia dentro la corsa” dirà uno degli strani personaggi in vesti orientali al mercato degli equini di Borgo a Mozzano, dove Liberio lo acquisterà. Sarà lui l’unico in grado di tenerlo anche se si capivano solo nel momento della corsa e nonostante l’inquietudine era impossibile ormai separarsi, Balio “era divenuto uno stato d’animo”. Tra i passeggeri, lungo il percorso di andata e ritorno, tra Val di Serchio e la città di Lucca, infestato da briganti e da malviventi, troviamo Giacomo Puccini, Giovanni Pascoli, ma anche la beata Elena Guerra, Gemma Galgani poi proclamata santa. Ma il viaggio più impegnativo sarà quello sul fronte di guerra per andare a riprendere il figlio Amilcare rimasto ferito a una gamba mentre Liberio in cielo assiste alle prodezze dell’aviere Baracca. Finita la guerra, a Liberio e Altea non resterà che accettare le simpatie del figlio verso il fascismo e per tutto ciò che è moderno. Un’era è finita. Fuggito a causa del terremoto, Balio non farà più ritorno se non per condurlo nell’ultimo viaggio come una “ diligenza nel vento”.

Il postale

Fandango

Pagg. 206

Euro, 15.00

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