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Venerdì Libri/ Londra in compagnia di Virginia Woolf

Abbinare la lettura di un testo letterario a una guida turistica quando siamo in procinto di organizzare un viaggio può essere un buon metodo per saperne di più del luogo che ci approssimiamo a visitare. Vedere con gli occhi di chi vi ha vissuto, magari anche molto tempo fa, è un esercizio quanto mai interessante soprattutto se questo ci viene da parte di una grande scrittrice quale è stata Virginia Woolf. Approdato di recente in libreria nella fortunata collana Le Occasioni di Passigli Editori, che offre tanti spunti di questo tipo, “Scene di Londra” con traduzione e note a cura di Daniela Sandid ci offre in  sei cartoline uno spaccato della Londra degli anni’30. Nel 1931 infatti inizia la sua collaborazione giornalistica con “Good Housekeeping”da cui sono stati tratti questi scritti  da cui traspare il grande amore della Wolf per la sua città senza però abbandonare quello stile acuto e ironico che l’ha resa immortale. Il primo racconto è dedicato ai Docks, quale modo migliore per giungere in città attraverso il porto, e quello di Londra ai tempi è sicuramente uno dei più frequentati dalle navi che solcano i mari e che attraccano qui con le loro mercanzie provenienti da ogni parte del mondo. Legname, ferro, grano, vino zucchero, carta, frutta e così via. Ma anche oggetti o animali  bizzarri che fanno inconsapevolmente parte del carico, come le zanne di mammut che non essendo così pregiate come quelle d’elefante, saranno destinate a un uso più popolare, ovvero per i manici d’ombrello o per i dorsi di economici specchietti. Dall’analisi delle merci che vengono scaricate e sistemate , le sue osservazioni si spostano sui gusti e sull’andamento dei commerci. “Siamo noi- scrive- i nostri gusti, le nostre mode, le nostre esigenze- a far calare a girare le gru, a richiamare le navi dal mare. Il nostro corpo è il loro capitano. Vogliamo scarpe, pellicce, borse, stufe, olio, budini di riso, candele; e ci vengono portati”. Dal porto è facile approdare a “La marea di Oxford Street” dove le merci, una volta trasformate, arrivano e in grandissima quantità per inondare le vetrine. Ma “qui vendere e comprare è troppo sfacciato, troppo sguaiato, le vendite sono scontate, troppi luccichii, troppi lustrini. La moda infatti ha i suoi codici segreti e solo in  Bond Street ci si apparta “con discrezione per compiere i suoi riti più sublimi”. Insieme a Virginia Wolf entriamo poi nelle case di grandi uomini che sono poi  i grandi scrittori e i critici  del tempo, Dickens, Johnson, ma in particolare in quella di Carlyle al numero di 5 di Chenyene Row, per scoprire come era possibile vivere senza acqua corrente. Ma sarà senza dubbio il ritratto di Mrs. Crowe e del suo salotto  quello che rimarrà indelebile. Autentica cockney sedeva sempre su una poltrona vicino al fuoco “è la che ha trascorso la sua esistenza, è là che ha versato il tè.” “Collezionista di relazioni” era riuscita a fare del suo salotto privato un luogo in cui i “frammenti della grande metropoli sembravano ricomporsi  in un insieme vivace , comprensibile, divertente, piacevole. Senza di lei Londra non sarebbe stata più la stessa città.

Virginia Woolf
Scene di Londra
Passigli Editori/Le Occasioni
Pag. 78
Euro 8,50

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