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Venerdì Libri/ Vorrei correre fino a te

A volte basta poco per restituire alla storia qualche pagina inevitabilmente destinata all'obio. Frammenti di lettere, delle foto un po' ingiallite, oggetti del passato, ricordi che riaffiorano dalla memoria dove erano stati depositati in attesa del loro momento. E' quello che ha fatto Paolo Panizza, fiorentino, 58 anni, bibliotecario, nel narrare la storia del padre Carlo in " Vorrei correre fino a te" in libreria in questi giorni per Romano editore. Il racconto di un giovane scandiccese ai tempi del secondo conflitto mondiale, Scandicci – Prestigne andata e ritorno 1939-1946, perfettamente intrecciato ai fatti storici e che non lascia spazio al sentimento ma predilige la lente dell'oggettività. Una bella foto datata 24 giugno 1938 ritrae una coppia di fidanzati, sono Carlo e Giuliana nelle campagne di Scandicci. Lui classe 1918 vive a Firenze, ma il suo cuore batte per il paese alle porte di Firenze dove sono rimasti i nonni ma soprattutto i compagni d'infanzia. Qui ha trovato anche una bella ragazza, Giuliana tre anni più giovane che lavora come operaia a Porta Romana in una ditta che fabbrica calze, il padre è bracciante agricolo, la sorella lavora alla Manifattura Tabacchi. La famiglia di Carlo invece abita in centro a Scandicci, il nonno era stato una delle guardie civiche, Carlo è uno di cinque figli, la madre morirà a soli quarantotto anni.

Carlo ha un diploma di avviamento professionale e a soli quattordici anni trova lavoro a un ufficio fiorentino della Cartiera Cini, sarà questo il lavoro di tutta una vita. Il 1° aprile del 1939 appena ventuno anni Carlo prende servizio al 7° Reggimento Genio, il 31 agosto è nominato telegrafista, con lo scoppio della guerra viene aggregato al battaglione Tre Gennaio e a novembre parte alla volta della Libia. Da questo momento in poi scriverà una sorta di taccuino dove annoterà gli avvenimenti principali che insieme alle lettere costituiscono la traccia fondamentale del libro. Nella battaglia di Sidi el Barrani viene fatto prigioniero e portato in Palestina, da qui giungerà poi in Gran Bretagna nel campo di prigionia Greenfiel Farm a Presteigne nel Galles Nordorientale. E' qui che conoscerà un nobile inglese che ha legami con Firenze e che proprio per questo nutrirà una particolare simpatia per Carlo.

E' William Acton, fratello minore di Harold, che risiede con la famiglia a Villa La Pietra, protagonisti della vita culturale degli inizi secolo. Nel giugno del 1946 Carlo farà il suo rientro in Italia, il primo atto della nuova vita è il voto per il referendum monarchia-repubblica. L'incontro con la sua Giuliana non sarà certo stato facile per lui che l'esperienza della guerra ha cambiato e fatto divenire un uomo maturo. Si sposeranno nella Chiesa di S. Bartolo in Tuto quattro mesi  dopo. Poi piano piano la vita riprenderà il suo andare, mentre i ricordi della guerra ogni tanto riaffioreranno mescolati alle fiabe e ad altre storie. Oggi per fortuna in un libro che tutti potranno ben apprezzare.

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