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VenerdìLibri/ El Tùnel, rileggendo uno straordinario Sabato

E' scomparso lo scorso anno, mancavano solo cinquantacinque giorni al compimento del suo centesimo compleanno. Ernesto Sabato, argentino, è considerato uno dei più grandi scrittori del Novecento e la sua trilogia dei romanzi ne è la prova tangibile. El Tùnel è il suo primo romanzo, esce in Argentina nel 1948 e da noi appare per la prima volta in traduzione italiana nel 1967 grazie a Feltrinelli. Oggi, dopo un periodo sotto l'etichetta Einaudi, ritorna in catalogo Feltrinelli, pubblicato alcuni anni fa con traduzione di Paolo Collo e Paola Tomasinelli.

"Sarà sufficiente dire che sono Juan Pablo Castel, il pittore che ha ucciso Mària Iribarne; suppongo che il processo sia rimasto nel ricordo di tutti e che non occorrano ulteriori spiegazioni sulla mia persona". L'incipit del romanzo non lascia alcuna traccia di mistero, il protagonista e voce narrante della stotria si presenta in questa maniera fredda e spietata, è lui che ha ucciso la donna della quale si era follemente innamorato, un tragico biglietto da visita che non aggiunge altro alla sua persona, se non una generica indicazione del suo mestiere, fa il pittore. Il tunnel è una tragica storia d'amore, divenuto ossessione via via che Juan Pablo entra nella vita della giovane donna che non può avere una fine diversa. Ma perchè Juan Pablo decide di scrivere un libro per raccontare la sua storia, forse per vanita? In realtà è perche spera di essere letto da molte persone, ma poi a conti fatti "l'unica persona che lo abbia capito veramente è proprio quella che ha deciso di uccidere". Siamo nel 1946, Juan Pablo, nonostante la giovane età è già un pittore affermato, quell'anno espone al Sàlon de Primavere un quadro "Maternità". Un'altra scena, all'interno del quadro, si apre in alto a sinistra, una donna che guarda il matre in una spiaggia deserta. "la scena suggeriva una solitudine angosciata e assoluta". Mentre la maggior parte dei visititatori ignorano il particolare solo una ragazza la osserva attentamente e pare isolarsi dal mondo esterno. Da quel momento la giovane donna diventa un' ossessione per Juan Pablo che pensa a  come poterla incontrare, perduta tra i milioni di abitanti di Buenos Aires. Nella sua mente Juan Pablo seziona e scandaglia, quasi fosse un esperimento scientifico, tutte le varie possibilità che ha di popterla incontrare per strada.

Mària Iribarne non è la semplice ragazza che era apparsa i suoi occhi, il marito Allende è cieco, spesso lascia la sua casa per andare in campagna nella tenuta del cugino Hunter, senza alterare gli equilibri del suo mondo borghese. Incomprensibile per Juan Pablo che aveva sperato molto di più da questo incontro, non sono "tunnel paralleli" i loro, "C'era un solo tunnel buio e solitario, il mio". Mària, perfettamente a suo agio nella vita che conduce si avvicina con curiosità a questa immensa solitudine, uno sbaglio che le costerà la vita racchiuso nelle ultime parole di Juan Pablo "Devo ucciderti Maria, mi hai lasciato solo". Figlio di immigrati, Ernesto Sabato era nato a Rojas nel 1911, una laurea in Fisica all'Università de La Plata, a Parigi nei laboratori Curie, sono le sue esperienze scientifiche prima di dedicarsi alla lettura e alla pittura nella provincia di Cordoba. Oltre ai romanzi, intensissima l'attività saggistica e nel 1983 viene nominato presidente della Comisiòn Nazional sobre la Desapariciòn de las Personas, l'anno seguente pubblica Nuca Màs, il terribile atto di accusa delle atrocità commesse dalla giunta militare.

Ernesto Sabato
Il Tunnel
Feltrinelli
Traduzione di Paolo Collo e Paola Tomasinelli

pag.148
Prezzo 7,5 euro

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