energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

VenerdìLibri, il mondo in rovina e antisistema di Volodine

Per la prima volta in Italia viene tradotto Antoine Volodine autore controverso della Francia contemporanea padre della letteratura post-esotica


Per definizione, la letteratura post-esotica è quindi una letteratura straniera e come ogni letteratura straniera tradotta, offre al lettore una parte soltanto di quello che dice realmente, una frazione. Si ammetterà quindi come principio fondante che una letteratura straniera, con le sue eco e i suoi riferimenti, con tutta la sua ricchezza, può essere scoperta, indovinata, studiata, apprezzata tramite i prodotti di autori significativi…” In queste parole rilasciate in un’ intervista Antoine Volodine  chiarisce il suo concetto di letteratura “post-esotica”, un cammino che ha deciso di intraprendere dal 1990 dopo essersi dedicato per anni alla letteratura fantascientifica.

Da pochi giorni è uscito in libreria per i tipi delle Edizioni Clichy la sua opera più matura “Scrittori” con traduzione a cura di Didier Contadini e Federica di Lella apparso in Francia nel 2010 per le Éditions du Seuil con il titolo “Écrivains”. Libro a episodi, che si fanno brevi romanzi, sconfinando nel saggio, in “Scrittori” troviamo tutte le componenti che caratterizzano il suo universo  in rovina. Un mondo completamente privo di riferimenti reali, oscuro, disperato, abitato da figure drammatiche nei loro luoghi di costrizione, carceri, case di cura, reparti speciali di cliniche carcerarie. Sono  i suoi scrittori post-esotici che vivono il loro dramma quotidiano. Incontriamo Mathias Olban che ogni sera tormentato dai sogni e dalla disperazione tenta invano il suicidio, con la sua enumerazione mentale prima del 444, una serie di numeri inevitabilmente collegata all’uccisione del nonno nel campo di Buchenwald. La magnifica Linda Woo rinchiusa in un carcere di massimo isolamento per aver “assassinato degli assassini che avevano ucciso milioni di persone”, nelle sue parole urlate tra le sbarre le rivendicazioni degli scrittori post-esotici, il loro impegno in politica, la lotta al sistema, la radicalità della rivolta nonostante l’isolamento.

La parola post-esotica si esaurirà quando sarà scomparso l’ultimo dei nostri scrittori, e nessuno in nessun luogo se ne accorgerà. Tuttavia, finchè avremo un po’ di fiato in gola, rinnoveremo ancora e ancora la magia insensata di questa parola, ci inoltreremo nel linguaggio e diremo al mondo”. Il tragico destino di Nikita Kurilin legato alla data della sua nascita, il 27 giugno del 1938, giorno di sterminio delle purghe staliniane e finito per diventare un poema orale che ripete fino al compimento del suo cinquantesimo compleanno a una platea di personaggi di latta, sono i protagonisti del suo romanzo caduti sotto il fuoco dei soldati russi. La tensione è spezzata dall’intermezzo, molto dissacrante di “Ringraziamenti” e “La strategia del silenzio nell’opera di Bogdan Tarassev” in cui Volodine si diverte a mettere a nudo i vezzi e luoghi comuni della società letteraria contemporanea, nell’abitudine esagerata di voler ringraziare e nell’esaltazione dello scrittore quale genio incompreso. Una lettura interessante che ci lascia con tanti interrogativi aperti. Volodine maestro nell’eteronomia è solo uno pseudonimo, ma anche questo rientra perfettamente  nel suo  progetto di  letteratura post-esotica.
Antoine Volodine
Scrittori
Edizioni Clichy
Pag. 188
Euro : 16,00

Print Friendly, PDF & Email
Translate »