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La strage di Berceto

Ci sono fatti accaduti nella nostra storia che non entreranno mai nei libri di scuola. Episodi cruenti che aspettano ancora di essere conosciuti nella loro integrità e per i quali ancora si attende giustizia. Rimangono incancellabili nella memoria di chi li ha vissuti in prima persona, di chi ha visto stravolgere la sua vita e quella dei suoi familiari, in un attimo. E’ grande allora il significato di operazioni editoriali come quella realizzata di recente dalle edizioni DEA a cura della giornalista Silvana Grippi che ha mandato in stampa la testimonianza di Vera Evangelisti su “La strage di Berceto”.

Una famiglia tranciata in due, un destino atroce che ha visto la madre Giulia di 49 anni insieme alle figlie Anna di 6 anni, Iole di 12 anni, Angiolina di 25 anni, Bruna di 26 anni, trucidate all’interno della loro casa da un gruppo di nazi-fascisti, il resto della famiglia, il padre Lazzaro Evangelisti e gli altri sei figli, tra cui anche Vera salvati solo per uno strano caso del destino. Per esser fuggiti verso la campagna e riusciti miracolosamente a schivare le raffiche di pallottole nella loro direzione, durante la fuga.

L’atroce strage nella quale hanno trovato la morte altre quattro persone di famiglie che abitavano nel podere di Berceto, nella tenuta di Pomino, Isola Geri di 49 anni e il suocero Alessandro Ebicci di 78 anni, La sartina Iolanda Sordeti di 19 anni e il nonno Fabio Sordeti di 81 anni, i due partigiani di diciannove anni Gugliemo Tesi detto “Teotiste” e Mauro Chiti. Undici in tutto, colpiti a morte il 17 aprile del 1944, un tragico lunedì di Pasqua, nel cuore della Toscana stravolta dai massacri dell’esercito tedesco e della milizia fascista spesso compiuti contro innocenti, bambini, persone prese a caso tra la popolazione.

Quando mi guardo indietro – scrive Vera Evangelisti – vedo esattamente questo: paura, sofferenza, rabbia, un vuoto incolmabile. Si dice che il tempo sia un buon medico che allevia o cancella tutte le ferite. Ma chi come me ha visto la guerra, l’odio e la follia nazi-fascista non può e non potrà mai cancellare dalla mente quella parte della sua esistenza perché annebbiata o no che possa essere essa è sempre lì, pronta a far capolino la sera quando le luci si spengono o il giorno, tra le righe di un libro o le parole di una poesia…” Vera ha voluto dare il suo contributo alla memoria sulla strage di Berceto così come fatto in precedenza dal padre con il suo libro “Una vita trascorsa sotto tre regimi. Vera, così come il padre, si augura che la casa, oggi tenuta in stato di completo abbandono e testimone inconsapevole della tremenda strage, possa un giorno diventare una “casa della memoria” con un percorso e un museo che ricordi a tutte le generazioni future l’orrore di Berceto. Perché dimenticarlo sarebbe un vero e proprio tradimento. 

La strage di Berceto

Vera Evangelisti

Edizioni Dea

Euro: 8,00

Pag. 66

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