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VenerdìLibri/ La Televisione spiegata da Freccero

E’ uno dei più importanti esponenti nel mondo della comunicazione e nel corso della sua carriera ha attraversato le più importanti fasi di evoluzione della televisione, da quella commerciale a quella satellitare, fino alla digitale, conoscendone a fondo i meccanismi che le governano. E’ Carlo Freccero, direttore di Rai 4 e docente universitario di Linguaggio televisivo e comunicazione a Roma tre e a Genova , oggi e per la prima volta ne parla in un libro dal titolo essenziale “Televisione” appena uscito nella collana I sampietrini dell’editore Bollati Boringhieri. Nonostante il taglio accademico, questo saggio sulla televisione che è insieme di biografia intellettuale e storia della televisione, si legge con grande interesse, senza contare che rappresenta un’autentica ricognizione della storia del nostro Paese degli ultimi trentacinque anni. Da quando cioè nasce la prima televisione commerciale, Canale 5, che con una serie di operazioni fortunate riesce a fidelizzare il suo pubblico.

Gli ingredienti sono calcio, cinema, telefilm di successo, tutte proposte centellinate dal servizio pubblico che esplica essenzialmente una funzione di tipo pedagogico. Con l’Auditel si verifica una vera e propria rivoluzione copernicana “la programmazione delle reti è sempre meno un fenomeno della creatività dell’autore e sempre più una concessione alle richieste del pubblico”. Ma il successo di Berlusconi sarebbe incomprensibile se non si facesse riferimento allo spirito del tempo. Il 1980 segna una frattura, un vero e proprio cambiamento di episteme, una serie di eventi che vanno nella stessa direzione dello spettacolo e dei consumi “ il progressivo svuotamento dei contenuti pesanti, materiali e reali, a favore di una realtà immateriale, virtuale, spettacolare”. In campo economico, “il capitalismo diventa maturo e il suo centro si sposta dalla fabbrica al mercato, dalla produzione al consumo”, “Trent’anni di televisione commerciale hanno formato il gusto medio del paese, la sua ideologia politica, l’adesione e il consenso al berlusconismo”.

La grande rivoluzione oggi in atto è quella digitale che oltre a permettere l’integrazione di mezzi tra loro diversi fa di ogni singolo utente un potenziale creatore di contenuti “segnando il passaggio dalla maggioranza alla moltitudine”. Il libro si chiude con un capitolo dedicato a un nuovo modello di servizio pubblico con tanti suggerimenti per uscire dalla profonda crisi di identità che ha colpito la televisione italiana. Noi ce lo auguriamo.

Televisione

Carlo Freccero
Bollati Boringhieri
Pag. 172
Euro 9,00

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