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Vittime e carnefici: storie dagli abissi dell’animo umano

Firenze – “Le storie non sono mai lineari, si ripeteva, pensando anche alla propria. Invece sono labirinti. E, a volte, ci si imbatte in porte chiuse che immettono in realtà parallele o in altre storie segrete”.

Un bambino diventa uomo, o meglio, la sorte ha fatto di lui un mostro. Succede nel libro di Donato Carrisi, Io sono l’abisso, Longanesi Editore. Abisso: /a·bìs·so/ – luogo cui l’eccezionale profondità conferisce un aspetto misterioso o pauroso; burrone, precipizio (anche fig. : gli a. insondabili dell’animo umano).

Non c’è fine alle profondità abissali di chi non ha mai conosciuto affetto, ma solo dolore, desolazione, solitudine e tanta paura. Le sofferenze fisiche lasciano delle impronte mostruose sul corpo, trasforma l’aspetto e lo deforma in modo indelebile. L’odio e l’abbandono subìti tracciano nell’anima un solco profondo e perenne. Così si costruisce un carnefice fin dalla più tenera età.

Nello scenario lacustre del lago di Como, l’uomo delle pulizie ha fatto del suo umile lavoro un motivo per conoscere le persone che vivono nei vari quartieri. I sacchetti dei rifiuti rivelano fatti privati inconoscibili. Le informazioni sono utilissime e stimolanti soprattutto per decidere quale sarà la prescelta. Tutto segue un copione già definito e i destini si compiono. Come la storia parallela della cacciatrice di mosche, che va alla ricerca di donne oppresse da compagni violenti. Anche la sua è una vita solitaria marchiata da un passato di morte, ma è perspicace e sa leggere i piccoli segnali separati dal contesto logico. Il suo prezioso intuito è l’unica traccia a spingerla verso una verità.

Sia l’uomo delle pulizie che la cacciatrice di mosche conoscono l’abisso, in modi diversi, come in modo diverso ne fanno parte. La ragazzina con il ciuffo viola deve nascondere una triste storia. Vorrebbe chiuderla fra le sabbiose acque del lago ma qualcosa cambia la sua volontà. Una traccia nuova come una lama di luce afferra le tre esistenze anche se niente può fermare l’abisso, alimentato dalle cupe esperienze del passato.

Chi era vittima ora è carnefice non c’è spazio per riscattare una liberazione impossibile da ciò che è stato. L’uomo delle pulizie, l’invisibile emerge dall’ombra. La ragazzina dal ciuffo viola, con le sue inconfessabili  vicende, scuote nel profondo l’uomo. Ma l’orrore ha il sopravvento.

Affascina la scrittura originale che alterna diverse tonalità emotive con una matrice instancabile e di diverso tenore. Un mix sorprendente di quello che può custodire il più abissale degli animi. È toccante l’abilità con cui l’autore spinge il lettore, pagina dopo pagina, in un vortice di eventi, sequenze di umanità malata, colpi di scena sconcertanti. Insomma un libro superbo, che magnetizza.

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