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Al visitatore non far sapere … STAMP Blog - Cucina

Da pochi giorni si è inaugurata a Firenze, da Sensus, luoghi per l’Arte Contemporanea, una insolita mostra intitolata “La semantica delle pere”, nella quale 14 fra artiste e artisti si sono misurati in forme colori assonanze profumi significati decostruzioni evocazioni e infine sapore di uno tra i più gustosi frutti.

Del resto siamo ancora in stagione per questo delizioso prodotto dell’albero del pero, e perciò quale migliore celebrazione in una bella mostra che ne esalta anche le sue qualità estetiche. La semantica delle pere è un piccolo saggio scritto dal collezionista Claudio Cosma e ideatore dello spazio Sensus, che ha dato anche il titolo alla mostra e al quale si sono ispirate le 12 artiste e i 2 artisti per la realizzazione delle opere. Foto acquerelli video ceramiche collage cere, riescono a condurci in una intima riflessione intorno a questo frutto dalle belle forme dalle tante sfumature di colore sapore profumo. E l’eleganza, come ci ricorda l’autore del saggio, è insita nell’armonica musicalità dei nomi delle tante varietà: Louis Bonne d’Avrances, Doyennée des Comices, Triomphe de Jodoigne, Virgine Dallet, Passe-Colmar, Duchesse d’Angouleme, William, Max Red Barlett, Decana del Comizio, Conference, Abate Fétel, Kaiser, Passa Crassana, Guyot, Coscia.
Naturalmente, lascio ai critici d’arte parlare approfonditamente dei lavori esposti, vi dico solo che la mostra val bene una visita attenta, non foss’altro per il fatto che alla fine uscirete con l’acquolina in bocca, tanto sarà riuscita a immergervi in un’atmosfera meditativa intorno alle qualità del succulento frutto!
E intorno alla pera, ma soprattutto in chiave con le mie passioni, il giorno dell’inaugurazione, incoraggiato dall’amico Claudio ho dato un mio contributo organizzando un piccolo evento nell’evento, intitolato Dolci oPere, dove le amiche Anna Maria, Cecilia, Federica, e Niccoletta, si sono sportivamente impegnate assieme a me nella realizzazione di piccoli assaggi di dolci alle pere, e la velocità con la quale sono scomparsi dai vassoi, non lascia dubbi sulla riuscita dell’esperimento. Purtroppo quando andrete a visitare la mostra troverete solo un’immagine ricordo da portar via, meglio che niente, anche l’occhio vuole la sua parte. Ma per non lasciarvi completamente a bocca asciutta vi racconterò in cosa consisteva il mio intervento, sollecitandovi a provarlo, perché in verità è cosa assai semplice il realizzarlo e di buon effetto il risultato.

Peraltro
Pralina di cioccolato alla pera e pistacchi

Ingredienti per 32 praline: 2 pere Passa Crassana, 300 gr di cioccolato fondente, 100 gr di pistacchi tostati

Le pere non devono essere troppo mature, ma all’inizio della loro maturazione, già dolci e saporite ma quando le sbucciate devono ancora risultare compatte e non devono ancora rilasciare il succo, altrimenti diventa difficile rivestirle di cioccolato. Il cioccolato fondente deve essere di ottima qualità così come i pistacchi ovviamente. I fornelli vi servono solamente per fondere il cioccolato in una ciotola a bagnomaria, facendo attenzione a scaldarlo dolcemente perché fonda pian piano e non vi diventi troppo liquido; in quel caso dovrete lasciarlo raffreddare un po’ perché si raddensi al punto giusto, in modo che quando rivestirete il cubetto di pera, il cioccolato fuso non coli in abbondanza. Sbucciate i pistacchi e spezzettateli con il coltello grossolanamente e preparate un vassoio rivestito di carta da forno sulla quale adagerete le praline; l’utilizzo della carta da forno è essenziale per riuscire staccare le praline una volta che il cioccolato si è di nuovo solidificato. Sbucciate le pere e tagliatele in otto spicchi privandoli del torsolo con i semi. Quindi tagliate ciascun spicchio, privato delle punte (che mangerete mentre lavorate, è piacevole e niente va buttato … figuratevi la pera!) in due pezzi e otterrete in questo modo due cubetti di pera. Infilzateli uno ad uno con uno stuzzicadenti e immergete il cubetto nella ciotola con il cioccolato fuso, facendo attenzione a coprirlo interamente, poi tiratelo fuori lasciando colare l’eventuale abbondanza di cioccolato; adesso adagiatelo sulla carta da forno aiutandovi con la punta di un coltellino per staccarlo dallo stuzzicadenti. A questo punto prendete un pizzico di pistacchi spezzettati e posateli sulla sommità del cubetto appena rivestito di cioccolato in modo che affondino leggermente. Ripetete questa operazione per tutti e 32 i cubetti ottenuti dalle due pere e mettete il vassoio in frigorifero per accelerare la solidificazione del cioccolato e per conservarli in una stagione che si appresta a divenire calda. Ovvio che essendo realizzati con pera fresca, non è consigliato farli durare a lungo, ma non vi preoccupate, ci penseranno i vostri ospiti!

… quanto è buono il dolcetto con le pere!

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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