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Alla corte dei Melanzana STAMP Blog - Cucina

Come si può passare in piena estate, nel loro regno, senza mai avere provato la loro squisita ospitalità, fatta di esperienze gustose e tutte una diversa dall’altra? Impossibile, mi vien da dire, quando vi siete lasciati incantare una volta, non potete fare a meno di ritornare per godere ancora dei loro intrattenimenti regali.

Vi starete chiedendo sicuramente quale assurdo fotoritocco mi sia messo ad elaborare questa settimana! Niente affatto, in questa strana coppia di nobili siciliani ritratti in una delle loro residenze estive, mi sono imbattuto girando fra i banchi del supermercato. Ero stanco, a fine giornata, e si sa la stanchezza a volte ti fa avere delle visioni, non volevo credere ai miei occhi, ma in mezzo ad altre melanzane globose anonime, giaceva la leggendaria coppia. Poveri, mi sono detto, trascurati dal consumatore diffidente, solo perché madre natura aveva loro giocato questo scherzo. Non ho potuto resistere dal metterli nel sacchetto e con molta cura affinché non si guastassero li ho posti con delicatezza sulla bilancia e li ho fatti miei. Ero molto orgoglioso del ritrovamento e conclusa la spesa mi sono precipitato a casa per pensare a come valorizzare i curiosi personaggi in una preparazione degna del loro rango.
Giocare con gli ingredienti, avevo detto nell’articolo di apertura di questa rubrica lo scorso settembre, perché penso che l’aspetto ludico sia una componente essenziale per ottenere buoni risultati, in tutti i campi e in cucina ancor di più … ma ora chi ce l’avrà il coraggio di affettare due opere d’arte della natura? Lo so, non devo esagerare a farmi travolgere dal romanticismo, seppur piacevole, poi non si combina nulla. Quindi bando alle ciance, e mettiamoci al lavoro. Sono a tarda sera, già cenato, e di mettermi a cucinare adesso non se ne parla nemmeno, perciò mi limiterò a progettare quello che magari metterò in pratica domani.
La melanzana è una cosa strana, fa pure rima, nel senso che non è un ingrediente che in quattro e quattr’otto si taglia si cuoce ed è fatto. La melanzana, comunque la si voglia cucinare ha bisogno di un po’ di lavoro, non solo per il fatto che non cuoce poi così in fretta, ma soprattutto perché necessità pazienza e accortezza. Anche se la fate semplicemente grigliata, tagliata a fette e messa a rosolare su una bistecchiera con un po’ d’olio, la dovete accudire girandola spesso, facendo attenzione che non si attacchi, premendola un po’ con la forchetta, girandola ancora fino a che non diventa sottile e morbida dopo che avrà sprigionato il suo liquido, per poi condirla con olio e.v. d’oliva, sale, pepe e prezzemolo tritato, volendo anche con profumo d’aglio: semplice e stupenda al tempo stesso per accompagnare formaggi, pesci e carni arrosto, insomma una delizia estiva!
E che dire poi se vi mettete in mente di fare le mitiche Melanzane alla Parmigiana, dove prima di confezionare il tutto nella pirofila da mettere in forno, le melanzane devono prima essere fritte? Niente di trascendentale ma comunque una lunga preparazione, il cui risultato, sempre che ci abbiate messo passione, è eccezionale dal punto di vista del gusto, oltre a rappresentare un piatto bello sostanzioso che non ha bisogno di essere accompagnato da alcunché se non da un buon vino.
Insomma un ortaggio regale, presente nelle corti più rinomate per banchetti estivi indimenticabili.
E adesso pensiamo al nostro banchetto di domani.

Triangoli di Nobili Melanzane

Suppongo che gli ingredienti per quattro commensali possano essere questi:
Per la pasta: 200 gr. di farina 00, 2 uova, un pugno di semola di grano duro
Per il ripieno: le 2 melanzane con il naso, 50 gr di ricotta salata grattugiata, pepe nero, 10 foglie di menta, sale
Per il condimento: 1/2 etto di burro, prezzemolo tritato, grana grattugiato

Prendeteli con il beneficio dell’inventario, perché ad esempio il ripieno potrebbe essere abbondante, nel qual caso con l’avanzo potrete sempre confezionare delle tartine d’antipasto il giorno appresso … nulla va sprecato comunque!
Dividete le melanzane in due parti, incidete la polpa con il coltellino in più punti e mettetele in forno a 180° con la polpa rivolta verso l’alto, in una pirofila per circa 3/4 d’ora, comunque fino a quando saranno afflosciate. Spengete e lasciatele intiepidire.
Preparate la pasta, facendo la fontana con la farina e mettendoci all’interno le uova, albume e rosso, e con la forchetta amalgamate piano piano il tutto, lavorando poi con le mani fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo, quindi raccoglietelo a palla in una pellicola e lasciatelo riposare una mezz’ora.
Ricavate con un cucchiaio la polpa delle melanzane scartando la buccia arrostita. Mettetela in una scodella e lavoratela con la forchetta schiacciandola fino ad ottenere una pasta. Unite la ricotta salata, una ricca macinata di pepe e le foglie di menta finemente sminuzzate. Assaggiate ed eventualmente correggete con sale se necessario.
Stendete adesso la pasta con matterello, o con la macchinetta classica, fino ad ottenere una sfoglia sottile. Tagliatela a quadrati di circa 8 cm di lato, e mettete al centro una noce di impasto. Inumidite i bordi con acqua e chiudete a triangolo, facendo attenzione che non rimanga aria al loro interno e premendo il bordo in modo da chiuderli bene.
Passateli nella semola di grano duro da ambo le parti e immergeteli in acqua salata in ebollizione per un paio di minuti; scolateli con la schiumarola e conditeli con burro fuso e una spolverata di prezzemolo e parmigiano.

Chissà cosa combinerò domani … nella prossima puntata vi prometto un sincero report!

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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