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Aspettando il pomodoro buono … STAMP Blog - Cucina

… continuiamo a goderci gli ortaggi invernali ancora rintracciabili e soprattutto quelli primaverili, senza farci ingannare dalle false primizie, che primizie non sono, ma prodotti pompati a concimi chimici e fatti maturare in serre climatizzate … che spreco di energie per ottenere un pomodoro dal sapore fesso!

In questo momento i pomodori non buoni e soprattutto se marci sarebbero comunque utilissimi lanciati davanti a Montecitorio verso i nostri poveri politici che, dopo una durissima giornata di lavoro impegnati a capire cosa inventare questa volta per farsi rieleggere, escono per tornare nelle loro modeste dimore. Si dice che l’antipolitica non porta da nessuna parte, è vero ma essendo sempre più schifati … cacciare un urlo talvolta fa anche bene alla salute e costituisce un sano sfogo!
Ma a remare contro questa idea c’è il fatto che i pomodori non buoni difficilmente marciscono, e allora non si spiaccicherebbero e quindi non ci sarebbe gusto. Infatti se fate caso in inverno sono tutti belli rossi e tutti perfetti e soprattutto tutti stranamente sanissimi. A vederli adesso vien la voglia, anche perché il clima sta cambiando e con i primi tepori primaverili si desidera cambiare alimentazione e si sogna qualcosa di fresco, qualche sapore nuovo. Si dice fra l’altro che nei prossimi giorni sia in arrivo un caldo africano da 30 gradi e più, speriamo proprio di no dico io, che oltre a debilitare noi fisicamente non vada a danneggiare le colture stagionali. Insomma per spendere le ultime parole sui pomodori, è inutile sognare perchè quelli buoni e affidabili non ci saranno prima di giugno, a meno che il caldo africano pronosticato, sempre che arrivi, non faccia bene proprio a loro. Intanto io ieri ho iniziato a preparare la terra per il piccolo orticello che vorrei rimettere su anche quest’anno; è sempre una gran fatica avendo poco tempo a disposizione, ma è anche molto gratificante veder crescere qualcosa e ancor di più assaporarne i risultati!
Nel frattempo con quali ingredienti stagionali andiamo a preparare qualcosa di buono? Dunque ci sono ancora i carciofi e sono ancora buoni e non so a voi ma a me piacciono tanto in tutti i modi, in questo mese si vendono anche i piccoli del violetto di toscana adatti anche per sott’olio ma anche per preparare un gustoso condimento. Si è vista la prima comparsa degli zucchini costoluti fiorentini già piuttosto saporiti e a buon prezzo: fa gola un primo assaggio di questa verdura che poi ci accompagnerà per tutta l’estate. In realtà vorrei far qualcosa anche con le patate che sono a disposizione quasi tutto l’anno, ma sempre relegate al ruolo di contorno e che invece con le loro tante varietà ci suggeriscono piatti appetitosi.
Bene, mi sembra che di ingredienti su cui lavorare ne abbiamo tirati in ballo a sufficienza, perciò mettiamoci al lavoro.

Gnocchi di patate ai carciofi in crema di zucchine

Ingredienti per 4 persone: per gli gnocchi, 800 gr di patate a pasta bianca, 200 gr di farina – per il condimento, 8 piccoli carciofini violetti (in alternativa un grosso carciòfo), 2 zucchine costolute, 2 grossi spicchi d’aglio, un mazzetto di prezzemolo, due rametti di nepitella (se avete voglia di andar per campi, aggiunge quel che …), 4 cucchiai di olio e.v. di oliva, sale, pepe nero, un bicchiere di latte di soia non zuccherato (in alternativa latte), parmigiano grattugiato

Innanzitutto, gli gnocchi di patate sono buoni solo se ve li fate in casa, ma non vi preoccupate, farli è molto semplice. Mettete a lessare le patate con la buccia e coperte d’acqua e quando sono pronte scolatele, pelatele appena potete senza ustionarvi, infarinate un po’ la spianatoia di legno (ma ce l’avete?) e passatele con il passapatate a disco fine. Quando le potrete toccare impastatele con la farina fino ad ottenere un impasto morbido, liscio e che non si appiccichi alle mani. Mi raccomando non mettete sale nell’impasto altrimenti gli gnocchi vi si disfano in cottura! Diciamo che dei 200 gr di farina circa 180 vi servono per l’impasto e 20 per la spianatoia e la lavorazione. Adesso dividete l’impasto in palline grosse un pugno ciascuna, mantenete sempre la spianatoia infarinata e fate dei lunghi bachi di circa 1 cm 1/2 di diametro arrotolando la pasta con le mani, poi tagliateli con il coltello in pezzi di circa 3 cm.
Stendeteli su strisce di carta da cucina infarinata e copriteli con un canovaccio lasciandoli riposare per un’ora. Nel frattempo preparate il condimento. Pulite bene i carciofini scartando le foglie esterne e dure (meglio una di più che di meno!) e tagliateli a spicchi molto sottili poi metteteli in casseruola dove avrete già scaldato nell’olio un trito d’aglio. Salate e iniziate la cottura a fuoco medio aggiungendo prezzemolo e nepitella tritati finemente e un filo d’acqua via via che asciugano; tempo circa dieci minuti. Lessate i due zucchini a vapore e quando sono ben cotti schiacciateli con la forchetta in una scodella fino a ridurli in poltiglia poi uniteli ai carciofi assieme alla soia e continuate la cottura per amalgamare bene il tutto, girando fino a che la soia (o il latte) sarà un po’ ritirato e avrà un aspetto cremoso. Spengete e macinate del pepe nero abbondante.
In una pentola d’acqua in ebollizione salata, buttate gli gnocchi, girate dolcemente con un mestolo di legno per non romperli, e quando verranno a galla (2-3 minuti) lasciateli un minuto ancora e scolateli con la schiumarola per metterli nel vassoio di portata, versando sopra il condimento. Girate sempre dolcemente, fate un filo d’olio a crudo sopra, poi il parmigiano grattugiato e servite in tavola alle vostre cavie della serata.

E capiranno perché tra questi e gli gnocchi confezionati ci corre come tra mangiare e stare a vedere

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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