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Coi fichi siamo alla frutta STAMP Blog - Cucina

Del resto siamo a metà ottobre inoltrato, e quindi è più che normale, ma il problema è che se contavamo sull’arrivo di olive e castagne, da sempre protagoniste nei mesi di ottobre e novembre, per arricchire la nostra dieta … quest’anno abbiamo contato male!

E siamo di nuovo immancabilmente a riparlare dei cambiamenti climatici e dei suoi devastanti effetti. In questi giorni anche se non vogliamo ascoltare le brutte notizie, basta far caso a cosa vien giù dal cielo per avere la conferma di ciò, anche in Toscana purtroppo.
Ciò nonostante qualche giorno fa sono riuscito a raccogliere un vassoio di fichi che, nonostante i rovesci d’acqua e il clima umido tropicale alternato ad abbassamenti di temperatura repentini dell’ultimo mese, sembrano non aver risentito mantenendosi belli e saporiti, però dopo questi mi sa che con i fichi per quest’anno abbiamo chiuso. Così a colazione ancora per qualche giorno continuiamo ad aggiungerli alla nostre macedonie di frutta mista con yogurt e fioccato di farro e avena … la vogliamo pur iniziar bene la giornata!
Ma per l’olio e la farina di castagne la cosa si mette in modo del tutto diverso. Vi ricordate dello scorso inverno che non è stato un vero inverno con temperature rigide? Allora ne abbiamo gioito pensando al risparmio personale in termini di riscaldamento della propria abitazione, ma il danno è iniziato proprio da lì perché il clima mite ha favorito lo sviluppo e il moltiplicarsi di tutti quegli insetti che adesso sono andati a danneggiare i raccolti. A proposito di insetti, fastdiosi per noi, quest’anno la zanzara tigre è comparsa anche nelle campagne, roba mai vista fin ora! Così la mosca dell’olivo e il cinipide galligeno per il marrone l’hanno fatta da padrone, che fa anche rima, e noi ci ritroviamo senza fettunta e senza castagnaccio nostrani, ma fosse solo il male della fettunta, l’olio in realta è elemento essenziale della nostra dieta, quindi un bel guaio per insalatine e preparazioni varie. Con una produzione d’olio ridotta alla metà dello scorso anno nel migliore dei casi, la prima cosa da fare è cercare un buon olio toscano seppur dello scorso anno per assicurarsi almeno la qualità e la certezza della provenienza.
Per le castagne poi andrà ancora peggio, si parla del 90% in meno della raccolta dello scorso anno, dal Mugello all’Amiata fino in Lunigiana nessuna delle 5 tra dop e igp della nostra regione si è salvata, e in questo caso invece non possiamo neanche andare a cercarci quella dello scorso anno perché semplicemente non esiste, a meno che qualcuno previdente non ne abbia congelato un certo quantitativo, altrimenti la farina di castagne che passa l’estate, se anche non si tonchia, diventa comunque amara e inutilizzabile.
Ma con lultima mandata di fichi a parte mangiarseli mentre si colgono dall’albero o a colazione come si diceva poc’anzi, cos’altro si può combinare? A parte gli abbinamenti classici come fichi e salame o fichi e acciughe come la tradizionale acciugata di fichi o un utilizzo inconsueto in una ricetta con la quale sono arrivato in finale al contest “panzanella sfida panzanella” a Expo Rurale di settembre, oggi ho voluto provare qualcosa di ancora diverso per dire “arrivederci” a questo splendido frutto.

Risotto con fichi, porri e mandorle

Ingredienti per 4: 300 gr di riso carnaroli, 8 fichi maturi, 1 porro, mezza cipolla di Certaldo, una bella manciata di mandorle tritate, 1 litro di brodo vegetale, pepe nero, un cucchiaio di burro, sale, olio e.v. d’oliva, mezzo bicchiere di vino bianco secco.

Preparate un litro di brodo vegetale, utilizzando anche i brodi granulari che esistono in commercio (ma senza glutammato monosodico!) o meglio ancora facendo bollire nell’acqua salata, una costa di sedano, una carota, mezza cipolla e del prezzemolo per una ventina di minuti. Lasciatelo poi sobbollire a fuoco bassissimo e intanto fate un trito del porro e della mezza cipolla e fateli imbiondire in una casseruola con due cucchiai di olio. Unite il riso e alzate la fiamma facendolo diventare lucido e girando spesso, unite il vino, fatelo sfumare quindi abbassate un po’ la fiamma e iniziate la cottura aggiungendo via via il brodo vegetale. Quando stimate che il riso si a 3/4 di cottura unite le mandorle e i fichi tagliati ciascuno in otto pezzi e privati del gambo e del fondo ma non della buccia. Proseguite la cottura girando e quando il riso è al dente spegnete la fiamma, mantecate con il burro, pepate con generosità e incoperchiate per due minuti.
Servite nei piatti di portata con una spolverata di parmigiano grattugiato.

Intanto, aspettando il prossimo raccolto, una bella scorta di marmellate di fichi è in dispensa!

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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