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Hello d’Olly! STAMP Blog - Cucina

Finalmente il Sistema Olly ci dà il suo benvenuto anche dalle nostre parti! Eh sì, perché uno degli scarti della lavorazione alimentare più inquinanti, fino a poco tempo fa finiva nel rifiuto indifferenziato, se non direttamente nel cesso o in un fosso, e ogni tanto un frittino di stagione … ce lo vogliamo negare?
Ogni tanto, mi raccomando, perché come sappiamo non è propriamente la cosa più leggera da mettere in tavola. Ma fra un po’, verso al fine della stagione dei carciofi, un paio tagliati a spicchi, infarinati e poi passati nell’uovo … o la melanzana? O gli zucchini in estate coi fiori? Per non parlare della classica frittura di paranza nel ristorantino in riva al mare? Insomma una frittura per stagione e via.
Confesso che mi sono sempre un po’ frenato in proposito, non solo per l’aspetto dietetico, ma anche per il dispiacere di generare un rifiuto così pericoloso, per le reti fognarie e per l’ambiente con conseguenze facili da immaginare per le falde acquifere.
Ma per fortuna ci viene in soccorso Olly, un sistema per il recupero degli oli alimentari domestici e produttivi. Dove nasce? Olly nasce da un’azienda del Tirolo austriaco e si diffonde poi in Baviera e in Alto Adige. Qui da noi è partito nel 2010 da Prato e gestito da Eco-Energia in collaborazione con l’azienda dei rifiuti ASM. Dove si trova? Dapprima diffuso nella zona di Prato, adesso Olly viene ospitato dai supermercati COOP, nella zona di Firenze per adesso Ponte a Greve e Bagno a Ripoli, e speriamo davvero si diffonda rapidamente e a macchia d’olio! Ma come funziona? Semplicissimo. Si ritira un secchiello giallo da 3 litri con tappo e si porta a casa, via via si raccoglie l’olio e una volta pieno si riporta al centro di raccolta dove se ne prende uno vuoto. I secchielli vengono poi lavati e riutilizzati sempre per la raccolta. Per le attività produttive quali ristoranti ad esempio, dove le quantità sono più importanti, sono stati creati contenitori più grandi. Tutto qui.
Ma la cosa più interessante di tutta questa storia, oltre al fatto non indifferente di poter eliminare un rifiuto, è che tutto questo olio raccolto viene trattato in un impianto di recupero e trasformato in combustibile ecologico per produrre energia. L’utilizzo di questo combustibile al posto del diesel consente di ridurre  del 50% le emissioni di anidride carbonica, di ridurre le emissioni di particolato e di azzerare quasi le emissioni di ossido di zolfo. Mica male no?
Quindi forza Olly, diamo anche noi il nostro piccolo contributo!
E allora per restare nel tema, non solo del fritto ma anche del riuso …

Re-Food n. 4
Pastella soffice per frittura

Ingredienti: albumi d’uovo avanzati, birra avanzata, sale, farina tipo 00, eventuali spezie o aromi a seconda di cosa volete friggere.

Mi erano avanzati due albumi d’uovo a seguito dall’elaborazione di una maionese (un’altra idea era nel Re-Food n. 3), e un mezzo bicchiere di birra rimasto nella bottiglia dalla sera precedente; non butto mai la birra avanzata, si può usare con successo per cucinare, ad esempio un risotto come sapete.
Bene, mettete la birra in una scodella e amalgamatela pian piano con la farina setacciata aiutandovi con una forchetta in modo che non si formino grumi, fino ad ottenere una pastella non troppo liquida; alzandola con la forchetta deve cadere a goccioloni e non a filo. Salatela. Montate a neve gli albumi e incorporateli delicatamente alla pastella immediatamente prima del vostro utilizzo. Potete aggiungere spezie e aromi, ad esempio il pepe si sposa bene ai carciofi, così come, a mio avviso, la nepitella agli zucchini; ma non è necessario ovviamente.
Nel mio esperimento di ieri, visto che i protagonisti erano calamari e gamberi, avrei potuto aggiungere del peperoncino tritato che nei molluschi e crostacei aggiunge quel piccantino piacevole, ma non l’ho fatto perché io in genere ho la mano pesante con il peperoncino, e poi qualcuno si lamenta!
Un paio di suggerimenti. Se friggete calamari in padella, ricordatevi oltre al fatto di usare abbondante olio, di usare anche un coperchio se non volete vedere i calamari saltare in tutta la cucina. Se volete usare la friggitrice al posto della padella, cosa che evita l’inconveniente precedente, calate nell’olio i vostri pesci o verdure intinte di pastella con il cestello abbassato e poi chiudete subito; non si dovrebbe fare lo so, ma è necessario per evitare che la pastella si rapprenda intorno alla rete del cestello e la conseguente arrabbiatura che vi prendete dopo per estrarre il tutto.
Comunque il risultato è un fritto delicato, croccante e leggero, forse anche per l’assenza dei tuorli, adattissimo anche con molte verdure. A piacere due gocce di limone sopra.

E ricordiamoci  di riciclare più possibile … altrimenti siamo fritti!

per informazioni sul progetto Olly: http://www.ecopuntoenergia.com/

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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