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I volti buoni della crisi STAMP Blog - Cucina

Vero è che dobbiamo sempre pensare positivo e vedere sempre il bicchiere mezzo pieno anziché mezzo vuoto, ma vedere in positivo anche la crisi economica del momento, proprio non ci riesce e pare un arrampicata sugli specchi … e invece no.

Intanto io sono del parere che se riusciamo a tener da parte la depressione, che come si sa non porta a gran che, può sempre prendere il sopravvento la nostra creatività da italiani e che tutto il mondo ancora ci invidia, quindi diamoci dentro che la buona immagine non vive in eterno. Ne è un esempio eclatante nella nostra Firenze il progetto Unusual Florence che già dallo scorso anno su iniziativa di un gruppo di giovani imprenditori (e se non si muovono i giovani chi lo deve fare?) ha dato vita ad una serie di esercizi commerciali dove fashion&vintage, design&objects, art&culture e infine food, come si legge nel logo (unusualflorence.blogspot.it), si intrecciano in un percorso poetico e sostenibile, dove il tema che emerge con forza è il valore del recupero del riuso intelligente, di un artigianato consapevole, in poche parole, evitare gli sprechi diventa necessario in tempo di crisi e quindi è anche trendy: ovvero di necessità virtù.
Già gli sprechi, un argomento sul quale mi sono soffermato più volte soprattutto in merito all’alimentazione suggerendo ricette Re-Food con gli avanzi del giorno prima, che con un po’ di creatività appunto, trasformiamo in eccellenze.
Proprio ieri 2 aprile, e sempre in tema di “no agli sprechi” è stato presentato ufficialmente in conferenza stampa da parte di Unioncamere Toscana il progetto del Pesce Dimenticato che giunge al terzo anno di promozione, e con il tema “Mens(a) sana in corpore sano” intende instaurare rapporti di collaborazione tra le cooperative di pesca e il sistema “mensa”, un progetto pilota finalizzato all’utilizzo di un prodotto ittico considerato fino ad oggi scarto dalla rete commerciale, scandaloso spreco in tempo di crisi appunto, oltre che condannabile sul piano etico. Coinvolte le mense scolastiche ma soprattutto quelle per persone disagiate come quelle della Caritas Toscana che è il principale interlocutore. La campagna si articola in giornate di formazione del personale di cucina e seminari informativi diretti ai genitori dei bambini; si evidenzierà fra l’altro come questo pesce opportunamente preparato, oltre a risultare particolarmente adatto alla preparazione di piatti tradizionali, gustosi e ottimi dal punto di vista nutrizionale, necessiti di tempi molto ridotti di cottura, con conseguente risparmio anche in termini di energia. Tra le giornate di formazione merita menzione quella del 28 aprile organizzata da Unicoop Firenze alla Dynamo Camp e che sarà incentrata proprio sul riciclo del cibo.
Ma i segnali di un’inversione di tendenza, forse anche grazie alla crisi, si fa per dire, si sono già manifestati, e pare che il 45% degli italiani, a detta dell’Osservatorio sugli sprechi alimentari Waste Watcher, abbia sensibilmente ridotto lo sperpero di cibo; forse non per coincidenza quest’anno il 5 febbraio è stata istituita dal Ministero dell’Ambiente la Prima Giornata nazionale contro lo spreco alimentare. Forse è puro pessimismo ma consapevoli del fatto che la crisi non finirà così presto, purtroppo, speriamo almeno che serva per dare radici profonde a comportamenti virtuosi!
Mi sembra doveroso ricordare anche che quest’anno i GAS Gruppi di Acquisto Solidale compiono vent’anni, esempi di creatività ma soprattutto di sostegno e solidarietà ai tantissimi produttori del mondo contadino che fanno bene il loro lavoro rispettando l’ambiente; sostenerli significa dare un futuro alle giovani generazioni che si impegnano per portare avanti concetti di sostenibilità, ma significa anche educare al consumo consapevole frutto di scelte di una collettività che ha fatto della qualità una scelta quotidiana.
E infine a proposito di riutilizzo, e contro lo spreco, oggi vi proporrò un dolce Re-Food, con il quale in marzo avevo anche partecipato ad un concorso indetto dall’azienda Mediterranea Belfiore di Cecina dal titolo “Dolce Pomodoro” che invitava alla creazione di un dolce utilizzando i prodotti biologici a base di pomodori coltivati in azienda. Non sono arrivato in finale, ma ve lo propongo lo stesso, orgoglioso del risultato perfettamente in linea con quanto detto in precedenza, non deluso ma consapevole del fatto che non essendo un grande appassionato di dolci se non di quelli a stampo prettamente casalingo, non ho prodotto un risultato da medaglie!
Ecco a voi dunque un dolcetto che nella piena tradizione toscana, riutilizza né più né meno di come si fa nella pappa con il pomodoro, il pane avanzato e raffermo.

Re-Food n. 14
Tortina al pomodoro con cuore caldo di fondente al peperoncino

Ingredienti per 6 tortine: 500 gr di passata di pomodoro, 150 gr di pane toscano raffermo al netto della crosta, 120 gr di zucchero, 2 uova, 30 pistacchi tostati, qualche foglia di menta fresca, 200 gr di cioccolato fondente, 1 peperoncino, zucchero a velo, 1 cucchiaino di burro, 2-3 cucchiai di pangrattato

Tagliate a quadratini il pane scartando la crosta e in una ciotola unite la passata di pomodoro; mescolate e lasciate ammorbidire una mezz’ora fino a che il pane avrà assorbito il pomodoro. Poi con una forchetta schiacciate il composto riducendolo in pasta omogenea e premendolo togliete l’eventuale liquido in eccesso: deve risultare morbida ma non troppo bagnata. Quindi aggiungete lo zucchero, i tuorli delle uova, i pistacchi e le foglie di menta tritati grossolanamente. Adesso montate a neve gli albumi e aggiungeteli al composto mescolando delicatamente fino ad incorporarli in modo omogeneo. Ungete con il burro 6 piccole tortiere di ceramica da forno dal diametro di circa 8 cm, e rivestite l’interno con il pangrattato, dopo di che riempitele con il composto e cuocete in forno a 180° per circa un’ora.
Nel frattempo scaldate una ciotola a bagnomaria a fuoco basso e fatevi fondere dentro il cioccolato fondente con il peperoncino tritato finemente. Non appena è completamente sciolto aggiungete un poco d’acqua per volta mescolando fino a ottenere una salsa non troppo densa.
A fine cottura lasciate intiepidire le tortine, poi sformatele sul piatto, riempite l’interno con il cioccolato caldo e servitele guarnite con zucchero a velo.

Ma non fatele avanzare, altrimenti come le riutilizzate?

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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