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Il giro del mondo in melagrana STAMP Blog - Cucina

Originario dell’Asia, si è poi nel corso dei millenni diffuso più o meno in tutto il globo nelle zone tropicali e temperate, questo bel frutto dell’albero del melograno, che ancora oggi è coltivato e utilizzato in tantissimi piatti tradizionali Greci, Arabi, Cinesi, Armeni, Azerbaijani, Iraniani, Turchi, Afgani, Tunisini, Africani, Statunitensi, Messicani, Pakistani, Indiani….

Come per la zucca, anche la melagrana si è soliti vederla di questi tempi in bella mostra come decorazione, tant’è bella e di stagione, ma la mia solita raccomandazione …  è di non dimenticarla là nella fruttiera con il rischio che si rovini! E prima che sia troppo tardi ricavatene il succo o utilizzate i succosi semi per inventare qualcosa per la cena e rimarrete sorpresi! Molti i simbolismi della melagrana nella storia dei popoli: prosperità e fertilità nella grecia antica, così come in Vietman, Cina, Africa e India, dove era presente durante feste e cerimonie religiose, o sinonimo di correttezza e onestà per la cultura ebraica, o simbolo di morte per gli egiziani che la mettevano nelle sepolture. In India nella medicina ayurveda si utilizza addirittura un po’ tutto dell’albero di melograno, cortecce, radici, frutti e fiori, per le loro proprietà medicinali. Bene, dopo un rapido giro del mondo torniamo adesso in Toscana. Ho fatto un po’ di indagini e non mi risulta che la melagrana sia parte della tradizione culinaria della nostra regione, nonostante di alberi se ne vedano, e gli amici Mariarosa ed Ettore, che ne hanno uno, ce ne hanno regalate due di melagrane, e così mi sono messo ad indagare su questo tanto inconsueto quanto strano frutto dai bei colori autunnali e su come poterlo utilizzare in una preparazione alimentare. I suoi chicchi succosi sono gradevoli gustati così a crudo e mescolati nelle insalate magari con l’aggiunta di frutta secca tipo mandorle o noci, o per decorare dolci visto anche il loro aspetto vistoso. Ma il loro particolare sapore dolciastro e acidulo al tempo stesso, li rende soprattutto ideali per insaporire carni e pesci durante la cottura; infatti se andate a cercare sulla rete troverete tante ricette con tante varianti dove l’utilizzo è proprio questo. Allora ho pensato di inventarmene una anche io e di dedicarla alla nostra regione. Pollo etrusco al succo di melagrana, con riso e cicoria Figuriamoci se gli Etruschi non mangiavano la melagrana! Raffinati com’erano, sicuramente sì. Altrimenti i Romani da chi l’avrebbero imparato! Per 4 persone: 1 kg e più di sovracosce di pollo (no ogm e allevato a terra!), 1 melagrana, due mandarini, qualche foglia di salvia, tre scalogni, una bella manciata di semi di zucca sgusciati, sale, pepe, 4 cucchiai di olio e.v. di oliva. Per accompagnare: riso long&wild gr 300, cicoria gr. 600, aglio, olio e.v. di oliva, sale Tempo di preparazione e cottura circa 1 ora Potete preparare le cicorie il giorno precedente, lessandole in poca acqua salata dopo aver eliminato le coste più dure, per poi tagliarle e saltarle in padella al momento, con aglio e olio. Mentre per la cottura del riso procedete così. Mettete il riso in una casseruola non troppo grande, aggiungete acqua una volta e mezzo l’altezza del riso, salate, aggiungete due spicchi d’aglio spezzettati, mezzo cucchiaio di olio, incoperchiate e accendete la fiamma. Quando inizia a bollire abbassate la fiamma al minimo; il riso sarà cotto quando l’acqua sarà completamente asciugata (controllate via via!). Cuocetelo durante la preparazione del pollo, così arriveranno a cottura quasi contemporaneamente. Per il pollo etrusco ecco i consigli. Innanzitutto aprite la melagrana e cavatene fuori tutti i semi, metteteli in un colino di acciaio e premeteli con un romaiolo ripetutamente, raccogliendo tutto il succo in una ciotola. Spremete anche i mandarini e tenete da parte i due succhi pronti per l’uso. Tagliate a fettine sottili gli scalogni e metteteli a rosolare assieme alla salvia tritata, nell’olio in una larga casseruola, e appena prendono colore adagiatevi sopra il pollo e a fuoco vivace fatelo rosolare da ambo le parti per dieci minuti circa. Salate, versate il succo di melagrana e i semi di zucca spezzetati grossolanamente; lasciate riprendere il bollore e abbassate la fiamma continuando la cottura per altri venti minuti circa e girando il pollo due o tre volte. Aggiungete una bella macinata di pepe e il succo dei mandarini, e lasciate cuocere per altri dieci minuti in modo che il sugo si ritiri, girando il pollo un paio di volte. Servitelo caldo nei piatti di portata cospargendolo del sugo di cottura e accompagnato da riso e cicoria … e sentitevi cittadini del mondo!

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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