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In attesa della finale STAMP Blog - Cucina

Certo, proprio la finale dei mondiali di calcio. E che cosa c’entra il calcio con la cucina? C’entra eccome, intanto perché lo sport mette appetito, anche a guardarlo, e poi anche per altro che vi dico appresso.

Premetto che non sono per niente amante del calcio, per tutta una serie di motivi. Primo fra tutti il fatto che nel nostro paese da sempre pare che esista solo il calcio, business colossale, basti vedere gli assurdi stipendi dei calciatori top e le cifre del calcio mercato, con tutto quel che ne consegue tra sponsor e dintorni, per non parlare poi delle partite truccate e della violenza negli stadi, e che proprio nel calcio venga riversato quasi tutto il denaro pubblico destinato allo sport è piuttosto triste. Anche le cronache sportive non parlan d’altro: magari un nostro tennista ha vinto un torneo internazionale, ma il giornalista di turno per ben mezz’ora fa solo immancabilmente la cronaca della domenica calcistica. Poi ogni quattro anni ci sono le olimpiadi, e per fortuna qualche atleta sconosciuto ai media e ai più, ci vince la medaglia d’oro, nella scherma, nel judo, nel tiro a segno, nel canottaggio e forse dimentico pure qualcosa, e allora ci ricordiamo che esistono anche altre bellissime discipline nelle quali siamo dei campioni, e dove fra l’altro gli atleti nella maggior parte dei casi sono pagati zero. Quando poi, come quest’anno si assiste alla figura meschina di alcune grandi squadre, fra cui la nostra, il pensiero vola inevitabilmente agli assurdi compensi; il problema non è perdere ma giocare da professionisti, parevano invece aver mangiato a crepapelle e vuotato una damigiana di vino mezz’ora prima di scendere in campo!
Ma per tutto il rispetto che si deve comunque ad uno sport che è di per sé anche bello, e dato che in occasione dei mondiali si ha la fortuna di vedere degli incontri di notevole livello tecnico, qualche incontro me lo guardo anch’io, e la finale in genere non tradisce quasi mai in quanto a qualità.
Dicevo poc’anzi per scherzo della strippata prima di entrare in campo, ma come sappiamo l’alimentazione per gli sportivi è sinergica alla preparazione atletica e fondamentale quando la richiesta energetica è finalizzata alla performance. Ecco appunto cosa c’entra, per gli atleti. Non sono un esperto di alimentazione per lo sport, perciò lascio ai tanti specialisti entrare nel merito di fatti nutrizionali adeguati alle varie discipline; in rete come sempre, oltre ai palloni si trovano infinite informazioni se volete farvi un’idea. In genere comunque le diete in materia si basano su un adeguato bilanciamento di carboidrati, proteine, lipidi per un apporto calorico studiato ad hoc.
Ma anche noi siamo in finale, da spettatori e ovviamente in poltrona, ma vuoi la partecipazione emotiva, vuoi un po’ di adrenalina che si scatena inevitabilmente quando ci si appassiona, beh allora un cibo studiato per l’occasione è opportuno anche per noi, visto che la partita sarà sull’ora di cena, onde evitare un’alimentazione compulsiva fatta di salatini improponibili di quelli che non puoi smettere di mangiare (secondo me contengono sostanze psicotrope), secchi di pop corn, patatine aromatizzate dai colori inquietanti, e via dicendo, annaffiate da birre a profusione … poi si fanno brutti sogni e ci viene il mal di testa!
Quindi quello che ho pensato per stasera, per mantenere alta la nostra bandiera almeno nel cibo e compensare così la delusione della figuraccia, è una ricettina che mi auguro vi darà il corretto apporto calorico per una buona visione.

Piatto unico da finale
Torta salata brisé e tricolore

Ingredienti per 4 sportivi in poltrona. Per la pasta brisé: farina gr 300, burro gr 150, 6 cucchiai di acqua, un cucchiaino di sale. Per la torta: un peperone rosso, 4 zucchini costoluti, 80 gr di pecorino stagionato, un uovo, due scalogni, prezzemolo, fiori di maggiorana, olio e.v. di oliva

Iniziamo con il preparare la pasta brisé. In una ciotola mettete la farina, il sale e il burro tagliato a dadini e che avrete tolto dal frigo un po’ prima e lasciato ammorbidire. Con le dita lavorate il burro e la farina insieme per mescolarli fino a formare delle briciole. Aggiungete adesso l’acqua fredda e lavorate la pasta fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio. Fate una palla, copritelo con la pellicola e lasciatelo riposare in frigo per un’ora. Nel frattempo arrostite sulla fiamma il peperone fino a che la pelle sarà completamente bruciata, quindi fatelo riposare una mezz’ora in un sacchetto di carta per poi sbucciarlo agilmente. Sciacquatelo e tagliatelo a striscioline di mezzo cm circa. Finite la cottura in padella per circa venti minuti, dove avrete precedentemente rosolato nell’olio lo scalogno tritato; salate e aggiungete in cottura anche il prezzemolo tritato. Lessate a vapore gli zucchini e tagliateli a dadini. Adesso in una ciotola mescolate i peperoni con gli zucchini, il pecorino grattugiato, l’uovo sbattuto e i fiori di maggiorana. In questa stagione la maggiorana è fiorita ed è particolarmente profumata, in alternativa vanno bene anche le sue foglie oppure quelle dell’origano. Ora rivestite una tortiera di carta da cucina e con l’80% circa della pasta brisé rivestite la tortiera formando i bordi, dopo aver tirato la sfoglia con il matterello e il piano infarinato. Stendetevi sopra il composto e dopo aver tirato a sfoglia anche il resto della pasta brisé, tagliatela a strisce e guarnite a mo’ di crostata la superficie.
Non vi resta adesso che infornare a 200-220 gradi per circa venti minuti, lasciare intiepidire, tagliare a spicchi e servire la torta tricolore accompagnata da un buon sangiovese di toscana.

Non ci sono dubbi, in fatto di alimentazione restiamo campioni indiscussi!

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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