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Piatti di pasta mitici STAMP Blog - Cucina

Chi non si è mai fatto lo spaghettino aglio, olio e peperoncino dalla mezzanotte in là, alzi la mano! O dopo una giornata a cuocere sulla sabbia in riva al mare, chi non si è mai concesso un piatto di spaghetti alle vongole in bianco?

Nessuno ha alzato la mano, lo sapevo, buon sangue non mente. Non c’è dubbio che abbinati al lungo elenco di memorabili piatti di pasta che ciascuno di noi può tirar giù rovistando nella memoria, ci sono ricordi di serate particolari, con amici a tirar tardi dopo un cine o al ritorno da una festa … quell’appetito notturno da ore piccole … e allora metti la pentola sul fuoco, che qualcosa s’inventa per chiudere in bellezza!
Sono i piatti più semplici a diventare celebri, piatti poveri, popolari e spesso improvvisati con quelle poche cose a disposizione, ma sapientemente dosate. Certo, poche cose ma di ottima qualità, questo è sempre indispensabile, occorre ricordarlo.
Cacio Burro e Pepe, chi non se lo è fatto! Un condimento per la pasta di una semplicità sconcertante, ma gustosissimo, sfido chiunque a non riuscire, perché qui le varianti non son molte, puoi mettere più o meno pepe e burro, forse variare il cacio, grana o pecorino & co, ma quello è.
Diversamente accade invece con la Carbonara, che è sicuramente un grande piatto di pasta mitico, ma che in verità non è così banale da realizzare. Le tecniche son tante, ognuno difende la propria con orgoglio e mentre l’acqua bolle in pentola si intavola un dibattito su quale versione viene reputata la migliore per la serata … beh, un vero scambio culturale! In ogni caso, comunque la si faccia, a rendere il risultato incerto è sempre la presenza dell’uovo, senza il quale peraltro non si può fare la Carbonara, ma basta una distrazione nel momento cruciale e può venir fuori una bella frittata!
Ma il piatto mitico per eccellenza, è indiscutibilmente Aglio Olio e Peperoncino, più di ogni altro generatore di infinite discussioni sulle modalità di preparazione. Sicuramente è il piatto più gettonato per le improvvisate notturne, non fosse altro per il motivo semplicissimo che, almeno da noi in Toscana, in una casa che si rispetti, non mancano mai un buon olio extra vergine di oliva di fattoria, qualche spicchio d’aglio e figuriamoci il peperoncino! Una scuola è quella dell’aglio leggermente schiacciato e messo nell’olio assieme al peperoncino a soffriggere e via tutto dall’olio che resta insaporito; io preferisco lasciare tutto dentro ma l’aglio è tritato fino e dorato leggermente, ovvero né troppo crudo né troppo cotto. Talvolta, facendo di sicuro inorridire i puristi, ne faccio una versione trasgressiva con l’aggiunta di prezzemolo crudo e grana, e che vi assicuro non è affatto male.
Potremmo continuare l’elenco con altri miti tipo Bucatini all’Amatriciana, Penne Strascicate, Pasta e Fagioli … ma non finiremmo più. Io lo scorso weekend ho fatto un mio classico, vivendo in campagna, ma che sempre varia a seconda della stagione.

Orecchiette al profumo di erbe

Ingredienti per due persone: orecchiette gr 150, polpa di pomodoro gr 400, 2 scalogni, 2 spicchi d’aglio, 5 foglie di salvia, 1 foglia di alloro, 2 rametti di rosmarino, un cucchiaio di capperi sotto sale, 4 cucchiai di olio e.v.d’oliva, sale, pecorino romano grattugiato.

Semplice la preparazione. Fate un trito dell’aglio e dello scalogno, e metteteli nell’olio a rosolare assieme ad un trito molto fino delle foglie di salvia, alloro e rosmarino. Aggiungete la polpa di pomodoro e i capperi dissalati e spezzettati, regolate il sale (poco, perché il pecorino romano è saporito!) e fate tirare la salsa a dovere. Scolate le orecchiette al dente e ripassatele per cinque minuti nella salsa prima di servire nei piatti cosparsi di pecorino romano grattugiato.

Io l’ho inserito nell’elenco dei piatti di pasta mitici .. a voi giudicar s’è degno!

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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