energee3
logo stamptoscana blog
Edizioni Thedotcompany

Povera la mia zucca! STAMP Blog - Cucina

Dalla festa di Halloween ad icona pubblicitaria del risparmiatore, o per finire come decoro domestico grazie ai suoi colori sgargianti, quante gliene abbiamo combinate a questo nobile frutto delle cucurbitacee!

In verità il titolo “Povera la mia zucca” mi fa pensare al fatto di quante ne deve sopportare quotidianamente la mia, in questo momento storico di implosione della nostra società … ma mi fermo qui perché non era di questo che vi volevo parlare.
Ripartiamo invece da Halloween, visto che tra pochi giorni è proprio il 31 ottobre appunto, cadenza di una festa che fra l’altro ha poco di italiano ma che oramai anche da noi sembra andare alla grande, e allora via a tagliuzzare e svuotare quantità esagerate di zucche per farne macabre maschere, la polpa delle quali solo in percentuali infime, ci giurerei, andrà a nobili destini ossia in pentola. Per non parlare dell’offesa, sempre in termini culinari s’intende, non si offendano i pubblicitari, nell’associarla al conto arancio, un prodotto finanziario di banca olandese, e allora eccola ingrandita su poster appiccicati su palazzi, autobus e stendardi a ricordarci il sapore dei soldi.
E chi non ricorda di aver visto almeno una volta nell’ambiente domestico una bella zucca colorata a far da soprammobile? Adesso mi pare meno trendy, ma povera zucca addirittura inutilizzata e costretta a seccare, se non a marcire, invece che a deliziarci con il suo sapore unico!
Ma invece, per dirla alla Jovanotti, “pensiamo positivo” e cerchiamo di ricordare quanti deliziosi progetti culinari si possono ottenere con questo grande frutto … stavo per dimenticare  … di stagione!
Il primo che mi viene in mente, anche perché ne vado ghiotto, sono senza dubbio i tortelli di zucca, un piatto dolce e forte che in quel di Mantova fin dal medioevo la facevano da padrone. Ma la zucca si può utilizzare anche per fare deliziosi contorni con l’aggiunta di spezie varie, oppure assieme ad altre verdure per passati e zuppe, fino a comporre dolci indimenticabili; come per dire, di idee ne abbiamo per ritornare sull’argomento più in là nell’inverno, quando sempre sarà di stagione.
E mi corre l’obbligo di ricordare anche, che qualche anno fa, proprio con l’intento di celebrare questo nostro ortaggio, il mio compagno di banco Giuliano ed io ci inventammo lo Zucca Party, dove invitammo amici a cimentarsi in ricette a base di zucca. Fu un vero tripudio di sapori ed un’esperienza che ricordo ancora per l’immenso piacere per il palato e per l’alto valore di scambio culturale.
Bene, ma veniamo ad oggi. Per l’occasione ho deciso di provare per la prima volta una nuova ricetta, e vi assicuro che nel momento in cui la sto scrivendo non l’ho ancora provata, ma per non peccare di presunzione, cosa che mi risulterebbe insopportabile, vi dico che se dovesse venire fuori una schifezza la cambierei con un’altra, e che se questo dovesse accadere è anche certo che voi non lo saprete mai!

Risotto di zucca alla birra

Gli ingredienti per 4 persone: 350 gr di riso carnaroli o arborio, 500 gr. di zucca gialla, 1 litro di birra bionda (nazionale, ne abbiamo di buone), 40 gr di prosciutto salato o di spalla, 4 scalogni, 2 spicchi d’aglio, 4 cucchiai d’olio e.v. di oliva, due noci di burro, prezzemolo, grana grattugiato, sale, pepe, brodo vegetale di scorta
Tempo di preparazione e cottura: 50 minuti

Scaldate a fuoco basso la birra in un pentolino. Fate un trito grossolano con gli scalogni, l’aglio e il prosciutto e metteteli a rosolare nell’olio in una casseruola larga e quando comincia a prendere colore aggiungete la zucca tagliata a cubetti e un romaiolo di birra. Incoperchiate e ogni tanto girate fino a che la zucca sarà diventata tenera, occorreranno circa 10 minuti a fuoco vivace. Aggiungete adesso il riso, giratelo per 2 minuti, abbassate un po’ il fuoco e versate metà della birra per iniziare la cottura. Salate e portate il riso a cottura aggiungendo via via che si asciuga il resto della birra;
vi dovrebbe bastare, ma se non fosse sufficiente, tenete pronto anche mezzo pentolino di brodo vegetale (mi raccomando senza glutammato aggiunto!) per portare a termine la cottura.
Quando il risotto è al dente, spengete la fiamma unendo il burro, una bella macinata di pepe, il prezzemolo tritato, 4 cucchiai di grana grattugiato e incoperchiate per 5 minuti.
Girate nuovamente il risotto e servitelo aggiungendo grana a piacere.

Non ho cambiato ricetta, come speravo il risotto è venuto bene … il dolce sapore della zucca bilanciato da un leggero retrogusto amarognolo della birra. Gustatevelo sorseggiando uno spumantino italiano.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi

About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

    Translate »