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Primavera Dreaming STAMP Blog - Cucina

Certamente dopo un periodo di basse temperature dalle quali sembrava non potessimo difenderci, l’arrivo del bel tempo con un sole che comincia a scaldare davvero, ci fa ben sperare di essere ormai fuori dall’inverno.

Bel Tempo = Sole e Caldo, Maltempo = Freddo e Pioggia. Basta con questo stereotipo da previsioni del tempo per le agenzie di viaggi e gli uffici del turismo! Qui se non ricomincia a piovere per un bel po’, la prossima estate saremo senz’acqua assieme alle campagne che non daranno i frutti, quindi in questo frangente una volta tanto il bel tempo è sinonimo di pioggia, direi. E poi non ci conterei così tanto che non ritorni una bella strizzata di freddo, come spesso capita quando il caldo arriva troppo presto. E nel caso sarebbero danni, perché dopo un lungo periodo quasi primaverile, le piante si “muovono” buttando fuori germogli, bocci e poi fiori che come si sa temono fortemente le basse temperature. E allora addio pesche, albicocche e company! Intanto le temperature per fortuna in questi giorni si sono già abbassate di nuovo e su Alpi e Appennini è tornato a nevicare. Beh, staremo a vedere cosa accade, noi nel frattempo speriamo che piova a lungo, visto che già si ipotizza per i prossimi mesi il razionamento dell’acqua potabile.
A proposito di Primavera Dreaming, mi è capitato di sorridere leggendo pochi giorni fa, frutto dell’entusiasmo da temperature primaverili, la proposta di risotto alle erbe con piselli e fave fresche da sgranare azzardata dalla cuoca mediatica di turno … e dove li troviamo all’inizio di marzo i piselli e le fave fresche che in qualche campagna si deve ancora sciogliere la neve? Che fretta c’è mi chiedo, se ancora abbiamo da godere di così tante meraviglie stagionali, tutt’al più se proprio c’è voglia di piselli e fave (La Litizzetto farebbe una battutaccia!) in inverno usiamo i legumi secchi che sono buonissimi per tante preparazioni.
Approfittiamo invece per fare un elenco di verdure e frutta di stagione, che poi ci serve magari per altri spunti nelle prossime settimane: dunque siamo all’inizio di marzo e si trovano ancora verdure quali broccoli, carciofi, cavoli di tutti i tipi, cicoria, finocchi, spinaci … e frutta come arance, mandarini, kiwi, pere.
Per questa settimana ho provato una nuova ricetta prendendo dalla lista il carciòfo, considerato non a torto il re degli ortaggi per la sua bontà e per la quantità di preparazioni che si possono fare, e l’arancia che oltre a rappresentare la dose quotidiana di vitamina C nelle spremute mattutine invernali, ci ricorda un sole; dato che preghiamo per l’arrivo di tanta pioggia, poi non ci possiamo lamentare!

Risotto con fiore invernale e frutto solare

Ingredienti per 4 ospiti: 350 gr di riso carnaroli o arborio (i migliori per il risotto), 1 litro 1/2 di brodo vegetale (potete farlo con preparati granulari, ma senza glutammato aggiunto, mi raccomando!), 2 o 3 carciofi (dipende dalla dimensione), il succo di mezzo limone, un bicchiere di succo di arancia, un cucchiaino di timo, una cipolla media, 4 spicchi d’aglio, 4 cucchiai d’olio e.v. di oliva, sale, pepe nero, 1 noce di burro, grana grattugiato. Tempo di preparazione e cottura circa 1/2 ora.

Tagliate i gambi ai carciofi, ma non buttateli via! Conservatene 10 cm, sbucciateli e tagliateli per la lunghezza in 3 o 4 fette, metteteli in una ciotola piena d’acqua acidulata con il succo del limone, servirà per evitare che diventino scuri. Pulite i carciofi togliendo le foglie esterne più dure, non siate avari perché poi nel risotto è fastidioso trovare foglie dure e fibrose. Tagliateli a metà e eliminate con un coltellino la peluria se presente alla base del fiore, poi divideteli in spicchi abbastanza sottili e lasciateli nell’acqua acidulata assieme ai gambi.
Tenete pronto il brodo vegetale bollente e fate un trito di cipolla e aglio che metterete a soffriggere leggermente in una casseruola con l’olio, a fuoco medio. Mettete il riso e fatelo dorare girando continuamente per 3 o 4 minuti. Unite adesso 2 romaioli di brodo, il timo e i carciofi e iniziate la cottura del risotto a fuoco basso, aggiungendo brodo via via che si asciuga. A 2/3 di cottura, ovvero dopo circa15 minuti regolate il sale, unite il succo di arancia e alzate leggermente la fiamma per far riprendere la cottura, poi riabbassatela e quando il riso avrà assorbito il succo, continuate la cottura con ancora del brodo se necessario. Quando il riso sarà al dente, spegnete la fiamma, fateci sopra una bella macinata di pepe, aggiungete il burro, girate per scioglierlo e incoperchiate per un paio di minuti.
Servite nei piatti con l’aggiunta del grana grattugiato. Il sapore deciso del succo d’arancia in cottura si stempera e fondendosi con l’amarognolo dei carciofi ci regala un sapore delicato e particolare.

A me è piaciuto, altrimenti non ve lo avrei raccontato, ma non ci avrei scommesso una lira che sarebbe uscito fuori un piatto dal gusto che potrei definire … perché no, quasi primaverile!

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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