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Quando l’idea ti vien di notte STAMP Blog - Cucina

Forse perché in là con gli anni, ma forse di più per via delle tante preoccupazioni che, a chi più a chi meno, ci accompagnano oramai quotidianamente di questi tempi, qualche notte la si passa decisamente un po’ agitata, se non per una buona metà addirittura insonne. Ma non tutto il male vien per nuocere …

Per fortuna devo dire che a me non capita così spesso, e con la quantità di ore di cui tuttora necessito per alzarmi in forma, sarebbe un problema non da poco. In genere quando si sospetta possa accadere, cosa non difficile da intuire specialmente dopo una giornata andata storta, sono consigliate delle belle tisane rilassanti, ce ne sono di tanti tipi già pronte in commercio, ma è meglio ancora fare un giro nell’erboristeria di fiducia o in uno dei tanti nuovi punti vendita di prodotti biologici, per trovare qualcosa ancora di migliore.
Dopo una giornataccia, al rientro finalmente a casa, la tentazione è spesso quella di gettarsi sul cibo in una attività di alimentazione compulsiva (a chi non è capitato!), e che gratifica all’istante il palato e la mente, ma ahimè come sappiamo non c’è tecnica migliore per star svegli di notte … e magari anche male!
In ogni caso, comunque si affini la ricerca di metodi per prevenire, tra tisane, meditazioni, yoga e quant’altro, talvolta inevitabilmente, non ci sta niente da fare, capita che non si dorme, i pensieri cominciano a concatenarsi l’uno nell’altro in modo così perfetto e inarrestabile che, appunto, passano le ore! E per questo motivo, dopo un po’, la ricerca si concentra, con fatica per la verità, sulla cosa migliore a cui pensare per rilassarsi al punto da riprendere a dormire, ma il rischio è che se la cosa da rilassante si trasforma in divertente, ecco che il pericolo è di nuovo quello di non riuscire a riprender sonno per godere del bel pensiero. Insomma se girati e rigirati siete ancora svegli, io sono dell’idea che la cosa migliore è cominciare a pensare a qualcosa di utile per la giornata a venire, almeno non si butta via il tempo … chi dorme un piglia pesci, si usa dire fra l’altro, quindi vediamola in positivo, si dormirà meglio il giorno seguente. Oltretutto io sono sempre stato convinto che le idee migliori vengono spesso a notte fonda. A me è capitato, e talvolta ho anche acceso la luce per annotare l’idea con la paura che al mattino seguente avessi potuto non ricordare niente.
Adesso, detto questo, non so se l’idea che mi accingo a descrivervi, sia una delle migliori, e starà a voi giudicare, ma l’altra notte appunto nell’intento di impiegare il tempo in modo produttivo, non riuscendo a dormire, decisi di mettere a punto una ricetta, alla quale pensavo da giorni, e che ho motivo di ritenere che nelle ore diurne non sarei mai riuscito a perfezionare … sempre per via delle giornatacce di cui sopra!

Nidi di alici gratin

Ingredienti per 4: alici grandi fresche gr 500, spinaci lessi gr 300, 2 albumi d’uovo, 5 cucchiai di semola di grano duro, la scorza di un limone, un mazzetto di timo fresco, due spicchi d’aglio, 1 cipolla di Certaldo (o di Tropea), un bicchiere di latte di soia non zuccherato (o di latte), 2 cucchiai di pecorino stagionato grattugiato, sale, 2 cucchiai d’olio e.v. d’oliva, una noce di burro, pepe nero.

Se avrete fortuna e trovate delle grosse alici, il risultato della vostra elaborazione sarà migliore perché i nidi saranno più grandi e di migliore immagine. Iniziate la fase più noiosa ma indispensabile della pulizia del pesce. Le scaglie nelle alici sono poche o talvolta addirittura inesistenti perciò una parte della fatica è risparmiata. Con un coltellino tagliate la testa e togliete le interiora, sciacquate sotto l’acqua corrente, eliminate la lisca e ricavate i due filetti per ciascuna alice, quindi asciugateli con la carta da cucina. Strizzate bene gli spinaci lessati e tritateli riducendoli quasi in pasta. Fate un battuto della cipolla, mettetela in una padella a rosolare con l’olio quindi unite gli spinaci e fateli saltare per dieci minuti a fiamma vivace, facendo in modo da asciugare l’eventuale acqua di cottura residua e regolando il sale. Metteteli poi in una ciotola a raffreddare. Intanto preparate il mix per la panatura delle alici. Su un grande tagliere fate un battuto fino di aglio, timo e scorza di limone, poi unite la semola di grano duro e mescolate. Preparate una grande pirofila da forno imburrandola sul fondo e sui bordi per circa due dita. Mettete il latte in una scodella con 1/2 cucchiaino di sale, girate e immergete nel liquido due filetti di alici per volta, poi tirateli fuori lasciandoli leggermente scolare e impanateli con il composto sul tagliere, quindi metteteli nella pirofila formando con i due filetti due “C” contrapposte che incastrerete fra loro a formare il primo nido. Proseguite l’operazione con tutti gli altri filetti accostando i nidi l’uno all’altro. Adesso aprite le uova ricavando gli albumi e amalgamateli agli spinaci con la forchetta in modo omogeneo, poi con un cucchiaino riempite tutti i nidi fino all’orlo, aggiungendo sulla sommità di ciascuno un pizzico di pecorino grattugiato e una macinata di pepe.
Finalmente infornate a 180° C per 10/15 minuti e, fondamentale, proseguite con il grill acceso fino a quando non vedete la superficie dei nidi bella dorata! Buon appetito e …

… i tuorli non li avete mica buttati? Uniteli agli spinaci del ripieno avanzati a fatevi anche una frittatina da sogno!

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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