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Re-Food Day STAMP Blog - Cucina

Chi ha voglia di accendere i fornelli con questa calura alzi la mano! Lo sapevo, nessuno si fa avanti, è ovvio. Un insalata, un pezzo di formaggio, un po’ di frutta, magari un gelatino, e via … la cena è risolta in modo più che dignitoso. Ma se non avete buttato via quei pochi e apparentemente insignificanti avanzi del giorno prima, la cosa può diventare decisamente più interessante.

Dopo lunga assenza, mi sembrava doveroso ritornare sull’argomento Re-Food, parolina da me coniata per indicare una pratica di sostenibilità in cucina e al tempo stesso etica perché simbolo nella lotta contro gli sprechi alimentari, sui quali ho avuto già modo di argomentare. E proprio adesso, in piena estate, quando il caldo ci fa desistere da lunghe pratiche di cottura, che il Re-Food può dare il meglio di sé.
Certamente si deve avere anche un po’ ottimismo, quando si decide di conservare qualche avanzo di poco conto, non sottovalutando le proprie capacità e immaginando che il giorno seguente da quell’insignificante intingolo saremo capaci di far uscir fuori qualcosa di buono.
Certo è anche che sulla fine della cena del giorno avanti non dobbiamo dare spazio alla golosità e finire tutto ciò che è in tavola, altrimenti non ci saranno avanzi e il giorno appresso saremo alle solite e dovremo cucinare qualcosa di nuovo per non accontentarci di pane e cacio o per dirla alla tedesca, di un Butterbrot, che letteralmente significa pane e burro, ma che in pratica consiste nel portare in tavola, affettato, burro, bretzen, magari un salamino affumicato e una ciotolina di senape dolce … stuzzicante sì, ma non ci siamo proprio.
Detto questo vi descriverò passo passo quello che mi sono inventato stasera, con ciò che avevo deciso di far avanzare ieri, senza, ve lo giuro, avere la minima idea di quello che avrei potuto fare oggi: presupposto essenziale, ovviamente, è non avere il frigorifero completamente deserto, a parte gli avanzi, altrimenti vi mangiate solo un intingolo, il che è assai triste.
Due giorni fa, anche per far sì che non si sciupassero, avevo cucinato tre peperoni, rossi gialli e verdi, ottimo prodotto di stagione. Per fare i peperoni buoni come si sa si devono necessariamente spellare e per far questo si abbrustoliscono sulla fiamma fino a farli diventare neri, poi si lasciano riposare in un sacchetto per mezz’ora, dopo di che si toglie la buccia bruciacchiata e i semi al loro interno, si lavano e si tagliano a striscioline. Si cuociono in un battuto di cipolla e aglio con olio e.v. di oliva e sale, aggiungendo un goccio d’acqua se si asciugano e infine del prezzemolo tritato … una vera delizia! Hanno fatto poi da contorno a quello che ho cucinato ieri; due gallinelle (pesci!) in umido. Preventivamente eviscerate (ma questo lo fa il pescivendolo), si salano dentro e fuori, si riempie le viscere di cipolla bianca tritata, si adagiano in un tegame largo cosparso di olio, si riempiono gli spazi liberi di polpa di pomodoro, si sala anch’essa e si cosparge il tutto di una pioggia di zattar. Lo zattar non è altro che una miscela di spezie mediorientale, composta generalmente da timo, sesamo e sale, ma se non disponete di questa potete tranquillamente usare origano, santoreggia, maggiorana, il risultato è comunque soddisfacente. Si cuoce con coperchio a fuoco lento per 20/30 minuti. Una delizia pure questa, ve lo assicuro.
E cosa è avanzato di queste delizie? Appunto, non facendosi prendere per la gola, ho fatto avanzare un pugno di peperoni con il loro brodino dolce, nessuna polpa di gallinella, ma una scodellina del loro sugo di cottura … anche per evitare di far fuori un’altro mezzo filone di pane!
E poi con qualche altra risorsa di frigorifero …

Re-Food n. 9
Primo, Secondo e Contorno per 2

Primo: Bucatini al sughetto di cottura di gallinella
Secondo: Spezzatino di mozzarella con peperoni, capperi e basilico
Contorno: Insalata di radicchio, pomodorini, zucchine e semi di girasole

Primo – Un paio di spicchi d’aglio scaldati in padella in un cucchiaio d’olio e.v. d’oliva con qualche cm di pasta d’acciughe, con l’aggiunta del brodino dei peperoni e del sughero di cottura della gallinella, ed ecco pronto il condimento per 1 etto e 1/2 di bucatini scolati al dente e fatti insaporire in padella a fuoco basso per 1 minuto … pronto da metter nei piatti e servire in tavola!

Secondo – Due etti di una buona mozzarella fresca tagliata a dadini e mescolata ai peperoni freddi con l’aggiunta di un cucchiaio di capperi sottosale, ovviamente dissalati sotto l’acqua, qualche foglia di basilico spezzettata, conditi con sale e olio, pronto!

Contorno – Con un piccolo mazzetto di radicchio tagliato a strisce e una zucchina costoluta tagliata a rondelle sottili, quattro pomodorini piccadilly a spicchi e una pioggia di semi di girasole, il tutto condito a olio e sale, ecco in arrivo anche il contorno!

Vi sembra troppo lavoro? Potete sempre ripiegare sul Butterbrot!

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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