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S.O.S. dispensa a rischio! STAMP Blog - Cucina

Aiuto! Le temperature sono schizzate oltre 30 gradi improvvisamente. Occorre dare un occhiata alle nostre riserve alimentari, per capire cosa è bene far fuori subito e come proteggere il resto dall’imminente estate, prima che sia troppo tardi … tignole e tonchi sono in agguato, pronti a rovinarti una intera dispensa!

Sabato, mi sono detto, non è possibile che siamo già in estate piena, forse è un episodio isolato, e infatti la conferma è arrivata ieri dove sembrava di essere ritornati in autunno pieno con un calo brusco delle temperature … ma non ci culliamo sugli allori, in pochi giorni ripartiranno in salita!
Certamente non si deve preoccupare chi ha la fortuna di avere a disposizione una dispensa in un locale fresco e areato, tipo una cantina, dove la temperatura si mantiene costante estate e inverno a 18° C, ideale peraltro anche per olio e vino.
Ma quando non si dispone di un locale con queste caratteristiche, allora sono necessari alcuni accorgimenti per non trovarsi a brutte sorprese. E a chi come me, piace avere a disposizione una discreta varietà di farine, legumi secchi, spezie, per poter lavorare in cucina senza limiti, questa eventualità rappresenta una preoccupazione non trascurabile.
Sarà capitato sicuramente anche voi qualche volta in piena estate di aprire il sacchetto della farina ammezzato, con il quale pensavate magari di preparare un dolcetto per i vostri ospiti, e di veder volare via tante simpatiche farfalline felici. Oppure una bella mattina di pensare di mettere a bagno dei fagioli cannellini per cuocerli poi la sera e da mescolare a tonno e cipolle crude … e scoprire che erano già stati apprezzati da una famiglia di tonchi del fagiolo. Anche le spezie corrono facilmente questo pericolo con l’innalzarsi delle temperature, e non potrò mai dimenticare cosa mi è capitato una volta tanti anni fa. Era effettivamente un’estate molto molto calda, vivevamo già in campagna e una sera invitammo alcuni amici per una cena. Non ricordo quale fosse il menù ma come faccio talvolta, metto in tavola una ciotolina di peperoncino sminuzzato per chi vuole aggiungerlo sul piatto. Non volevo credere ai miei occhi … incredibili vermetti rossi stavano facendo festa con un peperoncino, vi assicuro molto piccante! Non ho mai capito come facessero a sopravvivere. Non è più accaduto, ma da quella imbarazzante esperienza (vi immaginate le risate degli ospiti!), in estate il mio peperoncino dimora in frigorifero. Infatti questo è sicuramente il rimedio per conservare durante il periodo estivo, farine, legumi e spezie a rischio, se non che avendone in quantità, come nel mio caso, serve anche un frigorifero molto capiente; e allora in questo periodo dell’anno, preferisco ridurre al minimo le riserve, piuttosto che rischiare di dover buttare qualcosa.
In ogni caso è opportuno consumare ciò che si può alterare, indipendentemente dall’aggressione di insetti; la farina di mais, ad esempio, quella vera e non quella precotta s’intende, non è bene che entri in estate, cambia sapore e diventa un po’ amara, perciò facciamoci l’ultima polentina stagionale adesso. Lo stesso vale anche per l’avanzo di farina di castagne che era di troppo per l’ultimo castagnaccio invernale … e che oggi ci serve per una preparazione di tutto rispetto!

Tagliatelle alla farina di castagne con condimento evocativo

Ingredienti per le tagliatelle per 2 persone: farina di castagne gr 100, farina di grano tenero gr 100, farina di grano duro gr 50, 1 uovo, un pizzico di sale, poca acqua tiepida – per il condimento evocativo: gr 100 di ricotta di pecora, 1 spicchio d’aglio, le foglie di un rametto di rosmarino, 1/2 manciata di pinoli, pepe nero, due cucchiai di olio e.v. di oliva

Mescolate le 3 farine (e se non avete quella di grano duro fate con quella di grano tenero) e sulla spianatoia fate la fontana. Mettete all’interno l’uovo intero (sgusciato!), un pizzico di sale e con una forchetta cominciate ad amalgamarlo lentamente con la farina fino a formare una pastella. Aggiungete poco per volta l’acqua tiepida continuando ad amalgamare, in tutto occorrerà circa mezzo bicchiere, fino ad ottenere lavorandolo con le mani un impasto liscio e tenero e non appiccicoso. Raccoglietelo a palla e mettetelo a riposare una mezz’ora coperto con la pellicola. Adesso infarinate la spianatoia, lavorate ancora per un minuto l’impasto e con il matterello fate una sfoglia sottile di circa 2 mm, poi con un coltellino tagliatela a strisce di circa 1 cm di larghezza.
Preparate il condimento. In una padella scaldate l’olio con l’aglio e le foglioline di rosmarino tritati finemente, e appena comincia ad imbiondire unite i pinoli per farli appena tostare, aggiungete adesso la ricotta e un poco d’acqua calda girando con il mestolo fino ad ottenere una crema omogenea.
In una pentola d’acqua cuocete le tagliatelle per circa due minuti e ancora al dente scolatele e mettetele in padella assieme al condimento a fuoco acceso per scaldare il tutto.
Sporzionate le tagliatelle nei piatti ben calde con una macinata di pepe abbondante.
Perché evocativo? Ma perché con pinoli, rosmarino e ricotta …

… è quasi un castagnaccio!

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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