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S.O.S. frigorifero deserto … che frittata! STAMP Blog - Cucina

Tornate stanchi da una giornata pesante sognando il meritato relax con cenetta gratificante … e orrore, frigorifero vuoto o quasi! E tu che sei il responsabile dei fornelli che ti inventi questa volta? Non hai avuto tempo per la spesa, non hai scongelato niente, è tardi, perciò … non puoi far altro che inventarti un Re-Food.

Non è una realtà romanzata, ma un pezzo di vita vissuta raccontata in diretta, dopo cena ovviamente. Su un fatto siamo tutti d’accordo, le ricette se sei onesto e ti prendi la responsabilità di raccontarle, devi necessariamente averle provate. Piccola digressione: non sempre è così purtroppo, e sia sulla rete sia nella carta stampata c’è tanto di scopiazzato, e male, quindi attenzione o ve ne accorgerete ahi voi, solo dopo aver seguito i cattivi consigli e aver portato in tavola qualcosa di improponibile.
Torniamo in diretta. Salivazione azzerata alla Fantozzi, urge una rapida scansione del frigo, per scoprire quali avanzi ti possono venire in soccorso in un momento così difficile, e mentre qualcuno sta per chiederti -che si mangia stasera?- … hai un lampo di genio originato dalla visione di alcune uova … più in là un avanzo della buona cena della sera prima, troppo piccolo per presentarlo in tavola … e allora sìììììì, una bella frittataaa!
Le frittate specie quelle fatte con avanzi non vengono mai identiche e con un po’ di classe sempre molto appetitose e belle da vedere.
“Chi è che non sappia fare le frittate? E chi è nel mondo che in vita sua non abbia fatta una qualche frittata? Pure non sarà del tutto superfluo il dirne due parole”. Lo avete riconosciuto? Era l’Artusi naturalmente, ne “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene” con la sua ricetta 145, Frittate diverse. E tanto per riparlar di unità d’Italia, quale simbolo più adeguato della frittata … in questo momento poi!
Ma torniamo seri. “Le uova per le frittate non è bene frullarle troppo: disfatele in una scodella colla forchetta e quando vedrete le chiare sciolte e immedesimate col torlo, smettete”. Era sempre il maestro Pellegrino a darci il “la” per iniziare ad elaborare questo popolare piatto intramontabile.
L’avanzo in questione era una scarsa mezza porzione di tacchino, e poca bietola lessata. Il tacchino quello della ricetta anarchica, chi mi legge ha capito, per chi si è perso la puntata un rapido riepilogo: tacchino imbottito di un soffritto di carote, sedano, acciughe e cipolla, e cucinato in battuto di salvia, alloro, rosmarino, aglio e vino bianco.
Bene, veniamo alla ricetta vera e propria.

Re-Food n. 2
Frittatina soffice di avanzi anarchici

Ingredienti for two: tacchino e bietole (l’avanzo di cui sopra), due uova, una tazzina di latte di soia (o di latte), quattro cucchiai di pecorino grattugiato (o di grana), sale, olio e.v. di oliva.

Fate un trito del tacchino e delle bietole avanzate, frullate colla forchetta le uova in una scodella alla maniera dell’Artusi, buttateci dentro il trito di tacchino e bietole, il latte di soia, il pecorino grattugiato, salate un poco e mescolate bene il composto. Scaldate l’olio in una larga padella antiaderente dotata di un coperchio piano. Quando l’olio è ben caldo, versatevi dentro il composto distribuendolo in tutta la padella e incoperchiate abbassando la fiamma al minimo. Controllate dopo pochi minuti e quando vedete l’uovo rappreso in superficie, coprite nuovamente e con un rapido movimento girate la padella tenendo il coperchio ben saldo in modo da avere la frittata sul coperchio, adesso rimettete la padella sul fuoco facendo scivolare la frittata sull’altro lato nella padella e rincoperchiate. Proseguite la cottura altri 2-3 minuti e servitela calda nei piatti tagliata a spicchi.
Potete anche girarla in aria come si vede fare dai cuochi provetti, ma se è vero che erano gli unici avanzi in frigo, non ve lo consiglio proprio!

Beh, questo è tutto, spero solo che vi sia avanzato anche mezza bottiglia di vino della casa, che si sposa bene alla vostra soffice frittatina, e che ovviamente è lecito fare anche con avanzi diversi, altrimenti che Re-Food sarebbe.
Possiamo concludere asserendo che non conviene essere troppo golosi la sera prima!

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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