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Un mare di Cous Cous STAMP Blog - Cucina

Per celebrare questo tradizionale piatto dalle antiche origini, e oggi radicato nella cucina di tutto il bacino del Mediterraneo, è in partenza fra pochi giorni il Cous Cous Fest, giunto alla sua XV edizione, e come sottolinea il sottotitolo della manifestazione, International Festival of Cultural Integration, … e di questi tempi speriamo sia di buon auspicio!

Nel trapanese, il piccolo borgo di San Vito Lo Capo, si trasformerà per giorni (25-30 settembre), in un vero e proprio laboratorio dove chef, produttori, esperti di gastronomia, giornalisti del settore e appassionati da tutto il mondo daranno vita alla kermesse. Una autentica gara dove si sfideranno in cucina Costa d’Avorio, Egitto, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal e Tunisia, e dove una giuria di esperti sarà affiancata da una giuria popolare aperta ai primi 100 che si faranno avanti, il tutto nel massimo della partecipazione transnazionale. Nel palmares l’italia vanta il successo negli anni 2002 e 2009, e nel sito della manifestazione www.couscousfest.it ci si può anche andare a leggere le ricette del successo dei vari stati con relativi autori anno per anno. Dunque una grande festa per tutti i paesi dell’area mediterranea, e come recita la presentazione, “protagonista indiscusso dell’evento è il cous cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra culture, simbolo di apertura, meticciato e contaminazione”.
Ma la manifestazione non è solo gara: il Villaggio Gastronomico offre la possibilità di assaggiare le più succulente preparazioni a base di cous cous ovviamente, e nel Al Waha, una tenda in riva al mare, che in arabo significa oasi nel deserto, si può degustare seduti su pouf colorati e sedute etniche con contorno di musiche e danze del ventre. Inoltre c’è il Cous Cous Lab dove si ha la possibilità di assistere alla preparazione di questo tradizionale piatto, e come se non bastasse, un autentico suq con prodotti tipici dai vari paesi fa da contorno alla manifestazione.
Un unico problema, almeno per noi toscani … è lontanissimo, oltre c’è solo il mare! Beh una vacanzina in sicilia di un paio di giorni prima di affrontare il lungo autunno-inverno, non è che ci starebbe male accompagnata da gli ultimi bagni stagionali!
Sulla storia ve la faccio breve. Le origini del Kuskusu, come si chiama in arabo maghrebino, sono assai lontane, pare che già presso i Fenici facesse parte della tradizione alimentare, e stiamo parlando di circa 4000 anni fa, mica scherzi. Fenici che abitavano nel territorio dell’attuale Libano, dopo di che dal vicino oriente si è diffuso pressochè in tutto il bacino del mediterraneo. Fatto è che lo si trova attualmente in uso in Libia, Giordania, Israele, Siria, Egitto, Algeria, Marocco, Tunisia e forse ne ho dimenticato qualcuno … la Sicilia ad esempio!
La preparazione che si ottiene dalla semola di grano duro macinata grossolanamente, è assai complessa e lunga. In sintesi la semola viene dapprima aspersa d’acqua fino a formare delle palline poi unita a semola asciutta e passata in appositi setacci. Poi l’operazione viene ripetuta tante volte fino ad ottenere i chicchi del cous cous che infine vengono seccati al sole per poter essere conservati. Dopo questo racconto, peraltro molto stringato, avrete capito che non è il caso di provarci e che è bene affidarsi a prodotti già lavorati.
Quello che trovate in commercio è in genere precotto e poi disidratato, rendendo così molto facile la preparazione. Ottimo per comporre piatti assieme a mix di verdure, legumi, pesci e carni cucinati nei modi più fantasiosi. Io ieri sera ho fatto la mia modesta celebrazione e volendo rimanere sul leggero ho lavorato su una varietà di verdure, il problema che è così appetitoso che non è facile fermarsi al primo round, quindi leggeri non si rimane.

Cous cous con verdure di stagione

Con le quantità è meglio perciò abbondare, tanto non si è mai da soli a rifarsi di un secondo assaggio.

Ingredienti: cous cous, carote, zucchine, peperoni, melanzane, mandorle sgusciate, aglio, cipolla, maggiorana, timo, basilico, peperoncino, prezzemolo, menta, olio e.v. di oliva, sale

Preparate le verdure cominciando dai peperoni rossi e gialli, l’occhio vuole la sua parte. Inforchettate i peperoni e abbrustoliteli sulla fiamma fino a renderli completamente neri, metteteli in un sacchetto di carta a riposare per una mezz’ora, dopo di che apriteli e spellateli togliendo i semi all’interno, poi sciacquateli bene e tagliateli a strisce. In una casseruola versate due cucchiai di olio e fate prendere colore ad un battuto di cipolla, aglio e mandorle tritate, unite i peperoni, salate e a fuoco lento stufateli fino a che saranno teneri. Alla fine spolverate di prezzemolo tritato. Fate la stessa cosa con le carote ma con la sola cipolla e la maggiorana. Idem per le zucchine ma con il solo aglio e il timo, e alla fine unite foglie di basilico spezzettate. Bagnate con acqua, se necessario, durante la cottura di queste tre preparazioni. Le melanzane, tagliate preventivamente a quadratini di circa 2 cm, devono essere stufate nell’olio con aglio e peperoncino, a fuoco vivace fino a quando saranno diventate croccanti. Una volta pronte spegnete la fiamma e cospargete di un trito di foglie di menta.
Sulle confezioni di cous cous di solito sono indicate anche le modalità di preparazione, in genere si fa così: mettete a bollire una quantità di acqua identica in volume a quella del cous cous che volete preparare, salatela, e quando bolle spegnete la fiamma, versateci dentro il cous cous e un paio di cucchiai di olio, girate e incoperchiate per 5 minuti. Dopo di che si presenterà compatto, allora con una forchetta sgranatelo girando per separare i grani.
Servite in tavola verdure e cous cous in ciotole separate, dalle quali ciascuno si servirà a piacere.

Questa non è che una delle mille idee per godersi il cous cous … sbizzarritevi!

La foto: “intrusione” in un’immagine tratta da www.couscousfest.it

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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