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Una Quiche ci salverà! STAMP Blog - Cucina

Domenica sera. Abbiamo di nuovo un frigorifero che piange a seguito di una cena del sabato con ospiti fantastici che hanno apprezzato tutto ciò che usciva di cucina e si posava sulla tavola; se non altro significa che la qualità c’era anche stavolta … e non si può avere tutto! Ma per risolvere la serata occorre un piano d’emergenza.

La base del nostro piano viene identificata in una risorsa riposta in freezer: la risorsa in questione si chiama “pasta sfoglia”. Naturalmente per fare una buona Quiche dobbiamo avere anche altre cose, come uova, verdure e formaggi altrimenti non andiamo molto lontano, ma soprattutto fantasia e coraggio nel mettere insieme le cose giuste.
E a proposito di coraggio mi viene in mente per associazione di idee ciò che si narra sull’origine della Tarte Tatin, che in origine è un dolce, ma che si può proporre tranquillamente anche in versioni salate, e che in definitiva è una Quiche ribaltata. Ecco perché. Verso la fine del XIX secolo in Francia le sorelle Carolina e Stephanie Tatin conducono il loro albergo noto per l’eccellente qualità della ristorazione. La specialità di Stephanie era una fantastica torta di mele. Nella confusione di un giorno in cui l’albergo era pieno di ospiti, si rese conto di essersi dimenticata di fare la sua torta. Allora corse in cucina e si affrettò nella preparazione infornando il tutto più velocemente possibile. Ma a metà cottura della torta si rese conto di essersi dimenticata di rivestire la teglia di pasta brisé prima di metterci le mele, il burro e lo zucchero. Pensò un attimo sul da farsi e decise di proseguire la cottura mettendo la pasta sopra le mele che nel frattempo avevano iniziato a caramellare e ad emanare un buon profumo. A fine cottura si rese conto che non poteva presentarla così e allora la rovesciò su di un piatto e la portò in sala bella profumata e colorita … per Stephanie fu un successo memorabile!
In cucina talvolta le cose accadono per magia, ma quasi sempre i buoni risultati si ottengono con ostinazione e coraggio negli esperimenti. Come pensate che nascano i grandi piatti altrimenti?
Ho detto pasta brisé, quella usata da Tatin, che ha gli stessi ingredienti della pasta sfoglia ovvero farina, burro, sale e acqua, ma decisamente più semplice nella preparazione rispetto alla pasta sfoglia sulla quale non vi consiglio di cimentarvi: andate a cercarvi le procedure e vi scoraggerete sicuramente. Vi confesso che io non ho mai provato, anche se prima o poi mi riprometto di farlo e allora vi potrò raccontare se è il caso di lasciar perdere oppure no. Quindi se volete proprio fare anche la pasta fate quella brisé che è abbastanza semplice. Se invece decidete di acquistare una pasta sfoglia surgelata, ce ne sono di buone, occhio all’etichetta e sceglietene una senza grassi idrogenati.
Tanto per insistere sul solito tema, della serie “non si butta mai via niente”, la mia Quiche domenicale è nata così …

Re-Food n. 8
Quiche variopinta

Ingredienti per 2 persone: un rotolo di pasta sfoglia surgelata, una cipolla piccola, una carota, due fette di speck, un piccolo radicchio rosso precoce intristito in frigo, l’ultimo mezzo broccolo stagionale lessato e avanzato, un pugno di raveggiolo rimasto lì, un avanzo di pecorino stagionato, un uovo, due cucchiai di olio e.v di oliva, due cucchiai di latte, sale, pepe.

Rivestite una teglia con la carta da forno e stendete la pasta sfoglia alzando i bordi di circa 1 cm. quindi scaldate il forno a 180° e infornate per dieci minuti fino a che la pasta comincia leggermente a gonfiare e a prendere colore, poi tiratela fuori. Fate un battuto di cipolla e carota e mettetelo a soffriggere dolcemente nell’olio in una padella, unendo lo speck tagliato a striscioline. Dopo 5 minuti aggiungete il radicchio tagliato anch’esso a strisce, salate, macinate del pepe, e proseguite la cottura per altri dieci minuti circa con coperchio facendo appassire il radicchio: controllate spesso e se necessario bagnate con un po’ d’acqua affinché non si bruci. Fate asciugare l’eventuale liquido rimasto e distribuite il composto sopra la pasta sfoglia. Tagliate a pezzetti il broccolo lesso e il raveggiolo e distribuite sopra anche loro. Sbattete l’uovo in una scodella assieme ai due cucchiai di latte e versate sopra; finite spolverando la superficie di pecorino stagionato.
Non vi resta che rimettere in forno la Quiche per altri 15/20 minuti circa fino a quando la pasta sarà croccante e i formaggi completamente fusi. Se avete per caso una buona birra in frigo, costituirà un buon abbinamento.

La cena è risolta, domani è un altro giorno, si vedrà … e auguri per le vostre quiche alternative a questa!

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About Author

Nasco a Firenze nel 1952 sotto il segno della bilancia. Nel corso degli anni di studio che mi hanno portato a diventare architetto, vista la priorità che mi ero posto di essere presto indipendente, mi sono lanciato in avventure di lavoro in ambito grafico, editoriale e pubblicitario. Negli anni 75-85, lavorando assieme ad amici in studi di consulenza, mi sono formato nell’ambito della progettazione editoriale e della comunicazione aziendale. Nel 1987 ho fondato assieme a colleghi una società per mezzo della quale ho sviluppato ulteriormente l’esperienza professionale acquisita, iniziando parallelamente anche ad occuparmi di architettura e design. Vivo in campagna da più di vent’anni circondato da felini. Con grande passione per le opere manuali, mi diletto a costruire di tutto, con particolare attenzione al recupero dei materiali. Amo lo sport, in particolare lo sci e il tennis, e tutte le espressioni artistiche. Gli autori che hanno lasciato il segno: Albert Camus e Thomas Bernhard. Da sempre, quotidianamente, mi diletto in cucina ad architettare nuovi sapori.

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