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Arriva Harlem shake, il tormentone che fa impazzire il mondo

Superato il miliardo record del visualizzazioni, il Gangam style dell’ormai celebre rapper sudcoreano Psy è in caduta libera, anche se continua ad imperversare soprattutto negli angoli più remoti del pianeta.
Ad Hams, per esempio, il videoclip del gruppo Gaza Gangnam Style sta riscuotendo grande successo, non solo fra i palestinesi della Striscia.
''Ci rivolgiamo al mondo con un linguaggio per lui comprensibile, l'arte non deve avere confini'', ha spiegato all'Ansa Mohammad Barakat, ventinove anni, che col fratello dirige il gruppo e ha avuto l’idea di produrre un Gaza Gangnam Style. Sfida non semplice perché i fratelli Barakat hanno voluto descrivere la realtà di Gaza in modo anche divertente. Così, vestiti di nero, si sono scatenati nel Gangnam agli ingressi dei tunnel del contrabbando fra Gaza e il Sinai egiziano dove, pur muniti dei permessi di accesso, sono stati fermati dal servizio di sicurezza di Hamas. Per due giorni i ragazzi hanno dovuto spiegare gli intenti della loro arte in un commissariato di Gaza. Rilasciati, hanno continuato le riprese nel Sabra, il rione tradizionalista in cui abitano, riprendendo, a bordo di un asino, un bancomat rimasto a secco e lo stadio di calcio ridotto in macerie dall'aviazione israeliana alcuni mesi fa.

Epigoni, comunque, perché l’interesse per il Gangam sta cedendo, incalzato dal nuovo tormentone Harlem Shake. Tanto è vero che se il sogno dei Gangnam-Gaza resta quello di esibirsi all'estero, si stanno già adeguando al nuovo ritmo e lavorano alla nuova produzione del Gaza Harlem Shake. Battuti sul tempo da Israele dove è da poco apparso un Harlem Shake in cui un intero collegio rabbinico ortodosso è vivacemente impegnato a saltellare.
Sfida all’ultimo click, dunque, come in Tunisia dove pochi giorni fa il Ministero dell'Istruzione ha aperto un'inchiesta, sulla ''gara'' di danza imbastita sulle note dei due tomentoni nel liceo delle Ragazze, il più antico e prestigioso di Sousse, che nonostante il nome accoglie allievi maschi e femmine. La direzione del liceo ha cercato di impedire la competizione, provocando una reazione così forte negli scatenati ballerini che – ha riferito radio Jawhara – è dovuta intervenire la polizia per disperderli con un fitto lancio di lacrimogeni.
Nel frattempo il New York Times ha ricostruito la storia dell’Harlem style che sembra affondi le sue origini addirittura negli anni Novanta. Sarebbe infatti nato a New York più trent'anni fa a opera di un ragazzo di Harlem, noto come Al.B, che nel 2003 ne ha rivendicato la paternità. L'uomo, il cui vero nome è Albert Boyce, è morto nel 2006 a soli quarantatre anni, e – come ha raccontato la madre Sandra Boyce al New York Times – ha passato tutta la vita danzando. ''Ha creato il suo ballo al parco – ha detto Sandra – un parco di Harlem, per questo è diventato l'Harlem Shake''.
Rivendicazioni a parte, il nuovo “ballo” è nato da un’idea di Filthy Frank uno studente diciannovenne americano di comunicazione che ha girato il video Do the Harlem shake, insieme a un gruppetto di amici sulla musica del dj e produttore newyorkese Bauer, divenuto suo malgrado rapidamente una star internazionale. Basta pensare che dall’inizio di febbraio i video (di ogni genere, anche hard) hanno avuto oltre trenta milioni di visualizzazioni e ormai l’Harlem shake è osservato come esempio di “meme”, un’unità auto-propagantesi, analoga a ciò che è il gene per la genetica. Fino ai “gadget virali” che fanno shakerare tutto, anche le pagine web.
La musica dell’Harlem shake dicono sia migliore di quella del Gangam, e ci vuole poco. E’ una sorta di ritmo tribale moderno con un testo improponibile, costituito dal ritornello “Con los terroristas/ey shake ey sheke/shake ta ta/ and do the Harlem shake/shake shake", mentre la “coreografia” è inesistente e quindi libera. La caratteristica del ballo è l’autonomia: una sola persona si shakera per quindici secondi in mezzo ad altra gente che fa finta di niente, finché il ritmo si fa più acceso tutti cominciano a ballare, spesso indossando vestiti assurdi e grotteschi.
La sua assoluta libertà lo rende adatto ad essere eseguito ovunque. Addirittura su un volo Colorado Springs-San Diego di Frontier Airlines, su cui un gruppo di giovani del club Colorado College's Frisbee Team ha improvvisato una danza collettiva con tanto di video che sta facendo il giro del mondo attraverso web. Anche in questo caso, la Federal Aviation Administration ha aperto un’inchiesta perché sarebbero stati violati i criteri di sicurezza.
Ancora più forte, la reazione della Barminco, un’azienda australiana proprietaria di una miniera d’oro, che ha licenziato in tronco quindici minatori per aver postato in rete il video della loro versione dell'Harlem shake realizzato durante il turno di notte.
Ovviamente il ballo è arrivato anche Italia, dove la prima versione del tormentone è il Milano shake di Ada Reina, una scatenata e sensuale cantante latino americana molto presente sui social network. A seguire un folto esercito di imitatori. Pochi giorni fa alcuni studenti di una scuola superiore di Gallarate sono stati sospesi per aver girato un video in classe: un giorno di sospensione a tutti i ballerini, due a uno di loro che si è scatenato in abiti succinti sulla cattedra. Evidentemente in nord Italia fa scuola, perché a Brescia l’Harlem shake è arrivato anche sulle scale mobili della metropolitana.  
Certo, se la fama si misurasse a suon di video-tormentoni in Italia non saremmo messi male. Su Youtube ne abbiamo sommariamente contati quindici su Obama, sette con protagonista Berlusconi, uno con Bersani, nessuno per Grillo. Di Monti neanche a parlarne.

Referenze fotografiche: yababoon.com

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