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Balla che ti passa!

Ormai è sempre più certo che il ballo fa bene. Questa attività, che accompagna l’uomo fin dalla sua apparizione sul globo, è non solo una espressione di gioia  o di liberazione ma anche un sistema e un espediente di autocura. Tendono a dimostrarlo gli ormai sistematici studi scientifici che, specie nel corso degli ultimi anni, hanno fatto del ballo un vero e proprio campo di osservazione in ambito terapeutico.
Secondo gli scienziati della svedese Örebro University, la tristezza e la solitudine e addirittura la depressione, lo stress e il mal di testa delle ragazze giovani potrebbero risolversi ballando.
Lo studio, pubblicato sull'American Journal Archives of Pediatrics and Adolescent medicine ha monitorato gli effetti della danza su un gruppo di centododici ragazze svedesi di età compresa fra i tredici e anni che accusavano stress, ansia, depressione, dolori e rigidità a testa, spalle e collo.
Il team medico, guidato dalla dottoressa Anna Duberg, ha diviso le ragazze in due gruppi. Il primo, composto da cinquantanove giovani, ha seguito lezioni di ballo di 75 minuti ciascuna due volte la settimana per otto mesi, mentre l’altro ha continuato la vita di sempre.
Le lezioni sono state concentrate sull’espressività, la gioia e il divertimento procurati dal muoversi a ritmo di musica, piuttosto che su aspetti squisitamente tecnici, ottenendo risultati davvero sorprendenti e soddisfacenti tanto che, al termine dell’esperimento, il 91% delle partecipanti ha definito l’esperienza molto positiva.
Ma non solo, perché i benefici si sono protratti per diversi mesi dopo la fine dell’attività di ballo, confermando che la danza è stata una “cura” efficace per la depressione ed ha rinforzato l'autostima e la consapevolezza, necessarie per vivere in modo positivo la quotidianità. "I movimenti ripetitivi della danza, – ha dichiarato Anna Duberg – possono migliorare il tono muscolare, la postura, la coordinazione, l'equilibrio e la salute cardiovascolare complessiva".
Idea questa, condivisa anche dai medici riunitisi recentemente a “Milanopediatria”, che hanno presentato la "Piramide dello sport".
Mutuando l’ormai nota "Piramide alimentare", i medici hanno pensato di adeguarne lo schema all'esercizio fisico e l’hanno organizzata in quattro gradini per rispondere alle domande di genitori e figli sugli sport verso cui orientarsi e i modi e tempi di svolgimento.
Queste le dosi corrette: gioco sette giorni su sette, bicicletta e nuoto al massimo cinque volte la settimana, danza e calcetto due o tre.
La punta della piramide rappresenta il pochissimo spazio, di massimo un’ora al giorno, da dedicare alla televisione e ai videogiochi. Segue il terzo gradino, riervato all'attività fisica programmata da eseguire cinquanta minuti per volta due o tre volte la settimana: tra sport ritenuti più idonei spiccano la danza, le arti marziali, il tennis, il calcetto e la pallavolo.
Il secondo gradino della “Piramide” riporta invece l'attività fisica da eseguire tre, cinque volte alla settimana, e cioè tutti gli esercizi aerobici come andare in bicicletta, camminare velocemente, correre, pattinare, nuotare. 
Ultima e più ampia la base in cui c'è l'attività fisica da eseguire tutti i giorni: passeggiare col cane, fare le scale a piedi, collaborare nei lavori domestici, giocare con gli amici, elencano i pediatri.
Continueremo a seguire gli studi scientifici che saranno presentati in futuro sul ballo, ma godendoci la primazia dell’espressione del nostro corpo e della sua volontà di ballare.

Nella foto Alessandro Lippi e Giada Carabellese

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