energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Ballando tra gossip e tv

L’annuncio non è dei più clamorosi, ma il pezzo ben si apre collocando la “notizia” in una giusta ottica: “si è visto di tutto dietro le quinte di Ballando con le stelle, dépendance di Colpo di fulmine, agenzia di collocamento matrimoniale condotta da Milly Carlucci su Rai1”. E poi via alle descrizioni di effusioni e considerazioni sull’innamoramento dei due protagonisti, del tipo “l’unica cosa che non sopporto è il suo cane” (Di Pasquale) fino alla fatidica domanda “Finirà con l’aut aut (o me o il cane) o sarà amore eterno?”.
Fin qui tutto bene, si tratta di gossip, che interessi o meno, quello che lascia stupiti è il passo successivo “Il ballo, si sa, è espressione verticale di un desiderio orizzontale” per giungere alla seguente affermazione “evidentemente i professionisti della danza rispondono a una deontologia medico-paziente che non è la stessa degli psicologi” e quindi si innamorano delle loro allieve.
Premesso che il paragone non è dei più calzanti, visto che né gli psicologi né i ballerini sono medici e che il ballerino-insegnante “forma” e non cura, ci si chiede come si possa confondere il ballo con Ballando con le stelle e un danzatore professionista con il personaggio di un varietà pur ben fatto e piacevole. Perché tali sono, consapevolmente, gli insegnanti di questo o di altri spettacoli, tutti professionisti di livello che supportano i vip che non conoscono neppure un passo base ad esibirsi in danze di cui spesso non ricordano neanche il nome. Così il professionista del ballo diventa personaggio televisivo, come qualsiasi esperto di turno che si fa protagonista dello spettacolo, e magari si innamora della conduttrice.
L’Italia, ben lo sappiamo, è il paese in cui la danza è l’arte più negletta, sia per motivi storici che moralistici: condannata da sempre dai benpensanti, ancor oggi si riduce, nell’immaginario collettivo ufficiale, all’esibizione del corpo ai fini più vari. Il corruptum di chi osserva Ballando forse sta proprio qui: nell’avvalorare l’idea di un peccaminoso ballare. Nel voler vedere il “peccato” favorito da un ambito specifico. Ma non sarebbe stato lo stesso se queste persone si fossero incontrate al bar oppure sull’autobus? Certo non avrebbero alimentato il circolo morboso dello show! Pare proprio che tra spettacolo e malizia non ci sia soluzione di continuità, anzi rinforzo reciproco e sollecito all’insinuazione.
Per migliaia di individui, e i numeri sono in crescendo, la danza invece è luogo di espressione di sé, di svago, di movimento, di divertimento, di relazione né orizzontale né verticale, ed è naturale che le persone si incontrino e possano avere una storia sentimentale.   
Per migliaia di altri la danza è espressione di tecniche sportive ed artistiche: stiamo parlando dei competitori, di coloro che girano il mondo affrontando gare e sfide estremamente impegnative o che si esibiscono nei grandi teatri. Questi ballerini sono atleti ed interpreti che sin da piccoli studiano e si allenano per affermare il loro talento e in quanto professionisti veri hanno una deontologia (esiste in Italia, e gli atleti sono tenuti a rispettarlo, un Codice di comportamento sportivo approvato dal Consiglio nazionale del Coni).
Mirko Gozzoli, pluricampione del mondo di Danze Standard, sostiene che il ballo è un’arte: “Svolto ad alto livello è uno sport, perché è indispensabile avere una preparazione atletica e fisica accurata inerenti i movimenti del fare. Si deve migliorare l’atleticità come in ogni sport, ma ci sono delle tecniche anche per sviluppare l’artisticità, la musicalità, cioè tutto ciò che comprende l’aspetto arte. L’obiettivo di fondo della danza sportiva è comunque far prevalere l’aspetto estetico, non quello sportivo.” Senz’altro l’opposto del pettegolezzo e della pruderie.
Oltre il gossip e il moralismo, ci giunge la notizia che ad Avellino dal prossimo anno accademico partirà il primo corso di laurea dedicato alla danza e alla coreografia. Molti giovani, oltre che studiare, anche in quell’occasione, si incontreranno e magari si metteranno insieme, ma non faranno notizia perché seriamente impegnati a giocarsi il loro futuro professionale e non ad incrementare gli indici di ascolto televisivi.

Nella foto: Alessandro Lippi e Giada Carabellese

Print Friendly, PDF & Email
Translate »