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Ballerine anoressiche: la storia continua

La vicenda è nota: per aver denunciato, nel corso di un’intervista all’Observer, il dilagare dell’anoressia tra le danzatrici, Mariafrancesca Garritano nel gennaio di quest’anno è stata licenziata per giusta causa dalla Scala, in cui era ballerina solista.
Accusata di aver leso l’immagine del teatro, non si è rimangiata nulla, ribadendo l’assoluta veridicità di quanto affermato e, in prima persona, sofferto.
Da allora per lei si sono susseguite difficoltà: i colleghi, salvo rare eccezioni, hanno preso le distanze e il corpo di ballo del teatro milanese ha commentato l’evento definendolo una “strumentalizzazione dei fatti a scopo pubblicitario”. Le dichiarazioni della Garritano sarebbero state finalizzate a pubblicizzare il libro La verità, vi prego, sulla danza! in cui la ballerina racconta la sua esperienza personale fatta di ricordi, emozioni, fotografie e immagini.
Laconico il sindaco Pisapia che, in qualità di presidente della Fondazione Scala, aveva annunciato che ne avrebbe discusso solamente in consiglio di amministrazione perché “il tema dell’anoressia è troppo delicato per parlarne con serenità” dando comunque per certo che “la Scala su questo tema è molto attenta”.
Nonostante tutto, l’étoile ha continuato la sua battaglia, anche legale contro il teatro scaligero, e qualcosa si è mosso. Luca Landolfi, capogruppo Idv nel Consiglio provinciale milanese, in febbraio ha presentato un’interrogazione sul “caso Garritano” a cui è seguita, in aprile, la richiesta, ai ministri Balduzzi, Fornero e Ornaghi, di tutele per la ballerina e regole deontologiche che salvaguardino la dignità e la salute della persona da parte del parlamentare del Pdl Giovanni Dima.
In maggio l’eurodeputato Mario Pirillo, membro della Commissione per la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, ha rivolto un’interrogazione alla Commissione UE guidata da Josè Manuel Barroso per sollecitare azioni di sensibilizzazione per prevenire questa patologia molto diffusa tra i giovani europei. A suo avviso, il caso potrebbe “configurarsi come una violazione dell’ art 31 punto l della Carta dei Diritti Fondamentali dell’ Unione Europea relativo alla garanzia di condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose nonché gli articoli 11 e 21 della stessa convenzione relativi alla libertà d’espressione ed al principio di non discriminazione”.
Mariafrancesca è stata poi ricevuta dal delegato del sindaco Alemanno e da quello di Cosenza, sua città natale: sostegno delle forze politiche ed istituzionali, certo, ma il mondo della danza nazionale è rimasto ancorato alla negazione dei problemi legati ai disturbi alimentari. 
Nel frattempo un'altra “confessione” importante: Monica Mason, da 54 anni membro del Royal Ballet londinese, di cui 10 trascorsi come direttore, ha detto ''qualsiasi direttore di compagnie di balletto, che sostenga di non aver mai lavorato con ballerine anoressiche, mente''. Dichiarazione che, come riporta la Bbc, sono arrivate durante la conferenza sulla nutrizione e i disordini alimentari, organizzata dal sindacato inglese della danza. ''Forse nel passato – ha spiegato Mason, che andrà in pensione a luglio, – non volevamo ammettere la realtà. Ma ora siamo in una situazione dove possiamo riconoscere il problema e provare veramente ad aiutare queste giovani''. La magrezza non è l’unico requisito necessario ad un ballerino per “sfondare”, Mason, e con lei anche David Bintley direttore del Royal Ballet di Birmingham, ha ribadito che quel che si cerca ''è una persona sana, dotata di talento e anche in una compagnia come il Royal Ballet la taglia e le forme variano enormemente''.
Ma il problema, almeno per Mariafrancesca, rimane. A trentatré anni una ballerina è quasi a fine carriera e ricollocarsi è praticamente impossibile. In una recente intervista si è dichiarata serena ed ha raccontato che, attendendo un suo reintegro nel corpo di ballo scaligero, partecipa attivamente a convegni sui disturbi alimentari.
Può bastare? Forse no, perché per il ballerino la danza rappresenta anni di fatica, di allenamenti, significa trascurare la famiglia e le amicizie per raggiungere l’obiettivo, oltre che, secondo i dettami del gusto attuale, a correlarsi con un corpo talvolta “nemico” perché costretto a plasmarsi in modo innaturale.
Come ebbe a dire Shirley Maclaine “ballare significa confrontarsi con se stessi. È l'arte dell'onestà. Si è completamente allo scoperto quando si balla. La propria salute fisica è allo scoperto. La propria autostima è allo scoperto. La propria salute psichica è allo scoperto, è impossibile ballare senza essere se stessi. Quando si balla si dice la verità. Se si mente, ci si fa male”. L’auspicio è che la giustizia, a cui Mariafrancesca si è rivolta, faccia velocemente il suo corso.


 

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