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Ballerine anoressiche: prima vittoria per Mary Garret

E’ diventata un caso non solo nazionale Mary Garret, la ballerina solista licenziata per giusta causa dal teatro La Scala dopo aver dichiarato – nel corso di un’intervista all’Observer – che molte ballerine classiche soffrono di disturbi alimentari.
Accusata di aver leso l’immagine del teatro e privata anche della solidarietà dei colleghi (pochi, pochissimi quelli rimasti vicini), è ancora in attesa che si risolva la battaglia legale avviata per chiedere il reintegro nel corpo di ballo scaligero. Nel frattempo, non si è data per vinta. Dopo la pubblicazione di un primo libro sulla vicenda ne sta preparando un altro, partecipa a dibattiti e convegni sui disturbi alimentari e insegna al Gac (Giovani al centro), un progetto di formazione di danzatori dai 14 ai 23 anni in cui si è appena conclusa la prima fase di uno studio sulla dieta dei ballerini di danza classica.

Condotta sugli allievi del centro dalla dottoressa Simona Canali con il supporto del professor Pietro Marco Boselli dell'Università degli Studi di Milano, la ricerca ha verificato, attraverso misure dirette di parametri biometrici e l'approccio BFMNU (biologia-fisiologia modellistica della nutrizione umana), la conformità tra le abitudini nutrizionali e le esigenze di consumo del gruppo di danzatori classici. Su ognuno è stato poi calcolato il dispendio energetico totale che si verifica durante lo svolgimento delle lezioni di danza e valutate le abitudini alimentari, la composizione corporea e, di conseguenza, il metabolismo individuale.
I dati ottenuti – utilizzati per svolgere un’analisi statistica di gruppo – sono stati infine analizzati per verificare se le abitudini alimentari di ciascun allievo fossero adeguate a supportare l'attività fisica svolta.

Davvero interessanti i risultati: dallo studio è emerso che soltanto il 17% dei soggetti ha un consumo di tutte le singole componenti (acqua, lipidi, glucidi, massa ed energia), e che, pur svolgendo sempre un’identica tipologia di lezione, ogni soggetto utilizza le proprie risorse in modo diverso, non solo rispetto ai compagni ma anche rispetto a sé stesso: in virtù della forma fisica, dello stato nutrizionale e del metabolismo. Ma il dato più nuovo emerge dalle analisi delle abitudini alimentari, da cui si è visto che nella maggior parte dei casi il regime dietetico seguito non è conforme con il dispendio giornaliero.


Dunque, si legge a conclusione della ricerca, non è possibile stabilire un consumo medio del danzatore che sia significativo di tutto il gruppo ed è necessario analizzare ogni caso singolarmente.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi si è riscontrato un regime alimentare non adeguato al dispendio di eneregie quotidiano. Da qui l’obiettivo di continuare il progetto, proponendo al gruppo una dieta ottimale parametrata secondo le specifiche esigenze fisio-metaboliche di ognuno, per valutarne gli effetti sullo stato di salute e sul rendimento dell'attività svolta.


"Una vittoria, per me e per la battaglia che sto portando avanti" – ha detto Mary Garret commentando con Adnkronos Salute i risultati dello studio del Gac – che "oltre a darmi ragione dà senso alla mia battaglia". Senso che ancor oggi non è poi così scontato: auspicare un sano rapporto con il cibo può essere causa di licenziamento? Pare di sì, anche se Mary Garret, nel frattempo, è diventata un riferimento positivo per tante ragazze cadute nella trappola dei modelli di magrezza proposti dai media.

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