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Con Danza in fiera Firenze si rilancia. Sulle punte

Il 23 febbraio, con una serie di eventi speciali ed uno spettacolo di inaugurazione curato da MaggioDanza, aprirà la settima edizione di Danza in fiera. La manifestazione si conferma come la più prestigiosa ed importante a livello nazionale nel settore, con un pubblico che nel 2011 ha raggiunto quota 250.000 partecipanti di cui 3500 buyers.
Per volume di affari Danza in fiera risulta essere tra le tre maggiori esposizioni-mercato che si tengono annualmente a Firenze: accanto a corsi, lezioni e stage, su ben 9000 mq di spazi espositivi, si troveranno riunite 230 aziende italiane e straniere, leader nella produzione di articoli per la danza, fitness, benessere e nella fornitura di servizi.
Per le imprese si tratta di una grande occasione per presentare, anche in anteprima, nuove collezioni e servizi, promuovere in modo mirato i propri prodotti nonché vendere direttamente ad un vasto pubblico.
Tanti i marchi internazionali presenti quest’anno, con nuove acquisizioni da Francia e Stati Uniti: si segnalano Bloch, con testimone di eccezione la grande Polina Semionova, e Gaynor Minden, azienda americana leader nella produzione di punte.
Alla Fortezza sarà presente anche l’azienda Capezio che ha scelto di festeggiare i 125 anni di attività proprio a Firenze. Creata dall’italiano Salvatore Capezio che nel 1887 aprì la sua prima bottega di ciabattino vicino al Metropolitan Opera House di New York, negli anni è divenuta leader nelle calzature e in generale nell’abbigliamento per la danza al punto da creare una fondazione per la promozione del ballo.
maggio_danza1_thumb.jpgNella costellazione di attività di Danza in Fiera trova posto anche un’area di 4000 mq dedicata ad associazioni, federazioni, compagnie e scuole di ballo, 1200 quelle partecipanti all’edizione 2011, che possono creare sinergia ed avviare nuove collaborazioni.
Una grande vetrina ed un’ottima occasione di business per Firenze, come ha sottolineato il vicesindaco Dario Nardella in occasione della presentazione della kermesse, perché la grande affluenza di visitatori ed espositori riempie il vuoto turistico tipico di questo periodo dell’anno. 
Anche il patron di Danza in fiera Alessandro Sanesi ha ribadito l’importanza dell’indotto che la manifestazione ha per la città di Firenze: nel 2011 ci sono state circa 4000 camere di albergo impegnate ed è stata registrata una notevole affluenza in ristoranti, discoteche, locali. Molti approfittano della permanenza nella nostra città anche per visitare i musei.
Ma Firenze potrebbe fare di più, ha sottolineato Sanesi, per agevolare una fiera che dà ossigeno in una stagione turisticamente “morta”: se l’appoggio del Comune non è mai mancato, altrettanto non si può dire per gli albergatori da cui ci si aspetterebbe una maggior attenzione nel promuovere un turismo più diversificato.
Per i 25.000 ballerini che si sono esibiti nell’edizione 2011 ed un pubblico costituito in gran parte da giovani potrebbero essere studiati pacchetti soggiorno convenienti, ma anche per gli espositori non ci sono strutture che offrano proposte interessanti e ad hoc.
Luci e ombre quindi nella prossima Danza in Fiera, ma le ombre devono essere fugate quanto prima per non rischiare di perdere un’occasione importante per l’economia della città.

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