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Sara Di Vaira: “Voglio qualità, anche a Ballando con le stelle”

Piombino – Qualità, qualità, qualità. E’ un’idea forte e precisa quella alla quale si ispira Sara Di Vaira nella sua attività di insegnante e allenatrice delle coppie di ballo impegnate  nei campionati della Federazione italiana danza sportiva  (Fids). Direttrice o consulente tecnica di numerose scuole toscane (New Step a Piombino, la scuola dove è cresciuta, Spazio Danza di Moreno Lippi e Florence Dance Academy a Firenze) e componente delle giurie giudicanti, al momento insegna a una settantina di coppie in competizione di tutte le età, da 4 a 72 anni.

Ed è in nome della qualità che Sara, per cinque anni una dei maestri protagonisti di “Ballando con le stelle”, ha deciso quest’anno di “mettere dei paletti”…

Vogliono in tutti i modi farmi fare anche la prossima edizione.  Certo parlerò con loro, ma da qui in avanti penso di avere una età e un professionalità che mi permettono di mettere i miei paletti. Se così sarà vedremo, altrimenti la mia sarà una scelta  di carattere. Ho speso tanto per arrivare a questo punto di preparazione e sinceramente non mi sento di andare in televisione a fare diciamo la buffona tra virgolette. Comunque ho una scuola di ballo. Non mi sento più in grado di accontentarmi con quello che mi viene chiesto. Se posso fare il mio lavoro, bene. Se mi chiedete di fare hip hop non posso aiutarvi.

In ogni caso la trasmissione ha contribuito ad alzare l’attenzione verso il ballo di coppia

Ha aiutato tanto ma forse più nei primi anni.  La gente  ha fatto l’abitudine allo spettacolo, ma all’inizio era la novità e molti si sono avvicinati al mondo del ballo grazie a quella trasmissione. Ora Amici ha preso un po’ il sopravvento e quindi magari le persone si avvicinano di più a danza moderna. Per fortuna abbiamo dentro Luca Favilla e Benedetta Orlandini che da due anni hanno introdotto le danze latino americane cosa che sicuramente porterà beneficio. Per quanto riguarda le danze standard  non le fanno vedere né Amici né Ballando con le stelle. E’ un mondo tutto a sé: le danze standard che vengono presentate sono più coreografie, certo non è valzer lento.

La tecnica è un  po’ andata a farsi benedire..

All’inizio sì c’era e sinceramente ho fatto ballo. Dopo, però,  per le esigenze del pubblico ho dovuto  invertire il nostro tipo di lavoro e  mi sono sentita a disagio. Non era quello che avevo studiato. Ho dovuto reinventarmi per il bene della trasmissione. Ma non è il nostro stile.

A proposito  del livello tecnico dei ballerini oggi nel 2015, si nota un progresso rispetto agli anni passati?

Nel 2015 è cresciuto il livello dinamico e le coreografie sono più veloci, più complete. C’è una preparazione atletica maggiore, ma questo non significa che sia aumentata la qualità, che è un’altra cosa. E’ l’attenzione alle piccole cose come può essere una semplice chiusura di piedi, o la meccanica di una elevazione. o il rispetto dell’insieme di coppia. Questa per me era la qualità che veniva considerata anche otto anni fa. Ora viene dato più peso al livello coreografico, alla velocità, al livello di dinamica e quindi la qualità è andata un po’ a perdersi.

Quindi dieci anni fa si ballava meglio..

Secondo me c’era più qualità. Magari meno dinamica, meno preparazione atletica. Ora è il contrario. Forse fra dieci anni quando tutti si ballerà più veloci e dinamici troveremo il tempo per migliorare la qualità. In questo momento non è possibile. E’ una corsa alla coreografia più bella e alla velocità maggiore.

In ogni caso si può dire che il movimento è in una fase di transizione, che dovrebbe portare a un miglioramento complessivo…

Speriamo. L’unica cosa che mi fa pensare  è che non vedo in questo momento una coppia italiana, sia negli standard che nei latini, che mi possa dare quella fiducia che potevo vedere dieci anni fa, quando le prime se coppie del campionato italiano eravamo tutte nelle prime dodici posizioni del mondo. In questo momento fatico a volte a trovarle nei primi ventiquattro. Se guardo i mondiali dei latini le nostre coppie non hanno avuto accesso neanche alla semifinale. Certo Gabriele Goffredo ha vinto il mondiale, ma balla per un’altra nazione.

Come si può ricostruire campioni che ballano con i colori italiani?

Il problema dei ballerini che ballano per altre nazioni si affronta dando loro le stesse possibilità che hanno le altre nazioni: quindi ritiri, preparazione, supporto al livello politico all’interno della gara, supporto al livello di assistenza medica, insomma tutto ciò che gira intorno alla coppia. Diciamo che  noi si lavora più per il collettivo e meno per il singolo campione, mentre forse ci dovrebbe essere più attenzione nella preparazione della nazionale, delle prime sei coppie.

Qual è lo sport che secondo te dovrebbe essere preso come riferimento da questo punto di vista

Anche la stessa ginnastica artistica. Ho avuto la possibilità di conoscere le Farfalle, il gruppo della danza ritmica. Mi raccontavano che nei periodi prima delle gare vanno in ritiro, hanno una alimentazione programmata, sono seguite da uno staff. Noi non abbiamo la cultura del ritiro prima di un mondiale. Le coppie non vengono portate in posto appositamente, fatte preparare, nutrite e curate nella maniera giusta. Ognuno si prepara a casa sua, nella sua scuola con il loro insegnante e poi speriamo che ognuno faccia la preparazione migliore. Però la federazione non si prende la responsabilità di questa preparazione. Fanno il ritiro dopo il campionato italiano di una settimana a Rimini, che c’è dunque già stato,  e dopo ci si rivede  l’anno prossimo. Non ha senso.

Ci sono tuttavia molti stage e seminari residenziali…

Ci stanno provando, però anche lì si mettono insieme gli junior con  gli amatori. I primi hanno bisogno di una cosa, gli amatori di tutt’altra. E’ normale. Non puoi mettere tutti insieme senior, amatori e junior. Comunque va bene perché è sempre una possibilità

Come pr0cede la tua attività di componente delle giurie giudicanti?

Sto selezionando le chiamate. Preferisco non fare massa ma andare in quelle più mirate, la mia paura è che altrimenti diventa un mercato.

Con tutto ciò la rivalità fra le scuole, o gruppi di scuole pesa ancora?

Le rivalità si sono create fra le coppie che magari non si sentivano tutelate, Ci sono dei bei ballerini da una parte e dall’altra. Chi gioca meglio le proprie carte vince. Magari quando sei in competizione la prendi un po’ più di cattiveria però quando smetti di fare le gare e ti metti a guardare vedi che ci sono delle cose buone da una parte e dall’altra. Negative da una parte e negative dall’altra. Poi è normale che ognuno tiri l’acqua al suo mulino. Bisogna vedere chi ha più capacità e può emergere.

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