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Francesco, il papa che ama il tango

Come tutti gli argentini, il nuovo papa è appassionato di tango e di calcio. Passioncelle giovanili, si è detto. Affiancando all’amore per la danza il ricordo di una fidanzata, parte del gruppo di amici con cui andava a ballare.
Sono un papa che viene dalla fine del mondo – ha detto Jorge Bergoglio: fine del mondo o mondo nuovo di commistione culturale creato dalle povertà? Povertà spinte all’immigrazione in Argentina dalle varie crisi economiche e che nonostante tutto hanno saputo ricreare spazi di vita e di felicità, di cui il tango è il fenomeno più eclatante.
Il tango nasce nell’Orilla, appellativo dei quartieri poveri di Buenos Aires in cui vivevano, condividendo misere abitazioni ma in una miscela culturale eccezionale, italiani, francesi, ungheresi, ebrei e slavi sbarcati sul Rio della Plata in cerca di fortuna, schiavi liberati e argentini provenienti dalle Pampas. Molti di loro erano emigrati attratti dalla promessa di distribuzione gratuita, o quasi, delle terre delle Pampas che non si realizzò, perché queste furono date a pochi notabili autoctoni.
Gli immigrati si trasferirono allora in massa nella città alla ricerca di un lavoro portandosi dietro il lunfardo, un gergo a base spagnola con aggiunta di elementi italiani, portoghesi, francesi e inglesi, da loro creato per l’urgenza della relazione.
Cantando in questo loro dialetto di abitanti dell’Orilla raccontavano la disperazione del presente, la tristezza e la nostalgia ma riuscivano anche a dar voce alle loro aspirazioni e alla speranza di felicità e di fratellanza.
Così il luogo in cui nasceva il tango non poteva non essere, e lo è tutt’oggi, il contesto sociale della religione come sposa della povertà.
Fratellanza e povertà, racchiuse nel nome Francesco scelto da Bergoglio, che si ribaltano oggi sul mondo intero, sull’immaginazione dei popoli ed esaltano la felicità dirompente della povertà.
Dopo tanto tempo, il nome di un papa evoca la cultura della relazione, del rapporto tra gli essere umani con le loro manifestazioni di vita sociale.
Il tango non pare quindi solo un episodio concluso di una vita precuriale, ma un concreto segnale di una cultura del rinnovamento e della religiosità.

Crediti fotografici: tg24

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