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I dervisci rotanti in Italia

Aumenta sempre di più il numero di italiani che si avvicinano al sufismo, la pratica ascetico-religiosa che tende all’unione mistica con la divinità, attraverso tappe progressive percorse sotto la guida di un maestro.
Considerato l'Islam della pace spirituale, è praticato dai discepoli di alcune confraternite islamiche che, alla ricerca del distacco dai piaceri materiali, divengono asceti mendicanti.
Vivono in comunità monastiche e praticano la danza rotante perché "le meditazioni della tradizione sufi e i canti accompagnati dalla […] voce struggente – si legge nell'invito inviato dagli organizzatori del raduno – uniti alla danza sono un'esperienza di risveglio interiore per toccare quella corda del nostro cuore che troppo spesso nel quotidiano ci dimentichiamo di suonare".
E' quanto spiega anche Jamaludin Ballabio, il rappresentante in Italia della confraternita mistica islamica Naqshabandi, che conferma l’interesse degli italiani alla ricerca della pace interiore nei confronti del sufismo, reso famoso grazie anche alle poesie di Jalāl al-Dīn Rūmī, considerato il massimo poeta mistico della letteratura persiana, letto nel mondo ancor più di Dante.
Un particolare fermento nei confronti della pratica ascetica si è registrato grazie al movimento New Age in cui molti artisti si sono riferiti al misticismo islamico, facendolo però talvolta scadere in una semplice tecnica. In realtà il suo obiettivo è il recupero dell’individuo dall’infelicità a cui è continuamente sottoposto mediante la riscoperta dei poteri dell'anima latenti in ognuno di noi: ”Quando il cuore ritrova la sua voce allora ha inizio la danza” ha detto Sheikh Ahmed Dede, il maestro indonesiano che guiderà il raduno.

sufi3_thumb.jpgAttraverso la danza, intesa come elemento di religiosità, si cerca infatti l'unione con il proprio creatore e il ruotare a lungo su se stessi sotto la guida di un pir  (vecchio in turco) è  un girare vorticoso attorno al proprio cuore, luogo per definizione dell’incontro estatico. Ma il danzatori sono “cercatori di porte”, mendicanti che non possiedono niente, anzi donano per ricevere spiritualità. Ecco allora che la danza si svolge con la mano destra aperta verso il cielo da cui giunge una corrente d'amore mentre, con la sinistra rivolta verso la terra, dopo aver volteggiato attorno al cuore, questa corrente viene ridistribuita a tutti. Secondo quanto riferito da fonti della comunità sufi italiana ad Aki – Adnkronos, a San Casciano è previsto l'arrivo di circa un centinaio di persone, in gran parte italiani convertiti alla religione islamica e amanti della tradizione mistica. Scopo dell'incontro di oggi, come annunciato anche dal sito Sufi.it è quello di "imparare le tecniche della danza rotante dei dervisci" grazie alla presenza del maestro sufi indonesiano Sheikh Ahmed Dede.

Giovanna Focardi Nicita

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