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 Il Nuovo BallettO di ToscanA al Manzoni di Pistoia

Pistoia –  L’Associazione Teatrale Pistoiese torna a programmare la grande danza anche al Teatro Manzoni di Pistoia, ospitando mercoledì 22 dicembre alle 21 – primo degli eventi che rientrano anche nel cartellone di “Natale in città 2021” – il Nuovo BallettO di ToscanA, l’ensemble di talenti giovanissimi, diretto artisticamente da Cristina Bozzolini e già ampiamente proiettato sulla scena nazionale.

Lo spettacolo, firmato da Ludwig Minkus Michele Di Stefano, vede la musica di Minkus, la coreografia di Michele Di Stefano, musiche originali di Lorenzo Bianchi Hoesch; costumi e luci sono curati, rispettivamente, da Santi Rinciari e Giulia Broggi. In scena i 12 splendidi danzatori: Lisa Cadeddu, Matteo Capetola, Carmine Catalano, Alice Catapano, Beatrice Ciattini, Matilde Di Ciolo, Roberto Doveri, Veronica Galdo, Aisha Narciso, Aldo Nolli, Nicolò Poggini, Paolo Rizzo. “Bayadere è un balletto intriso di esotismo idealizzato – spiega il coreografo Michele Di Stefano – sia nella trama melodrammatica che nell’estetica dell’insieme.

Nella tradizione la sua scena più celebre, il Regno delle Ombre, si presenta borderline al limite tra il reale e l’aldilà, dove le ombre che appaiono sono come congelate nella loro tragica condizione e i movimenti che compiono sono rituali; l’atto esprime una visione che esula dal contesto e che apre a un passaggio di puro movimento, astratto e lucido nella sua semplicità formale. Il mio interesse è rivolto proprio al potenziale compositivo che questa scena contiene, non per replicarla ma per scatenare tutta la sua forza dinamica ed anche per restituire all’allucinazione di Solor la sua vera natura psichedelica. Pensato per un ensemble di talenti giovanissimi, questo nuovo Regno delle Ombre così misteriosamente carico di suggestioni, appartiene ai tempi eccezionali che stiamo vivendo, perché fa riferimento a qualcosa di perduto e a qualcosa di possibile allo stesso tempo, qualcosa che riguarda la presenza dei corpi e l’intreccio delle loro traiettorie, in uno spazio che non è più soltanto un al di là ma è un presente che desidera essere reinventato con delicatezza e passione.

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