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Il Paradiso di Virgilio Sieni al Teatro Pacini di Pescia

Pescia – Torna la grande danza d’autore al Teatro Pacini di Pescia mercoledì 24 novembre ore 21, con Paradiso,la recente creazione del coreografo e danzatore Virgilio Sieni, artista attivo in ambito internazionale per le massime istituzioni teatrali, musicali, fondazioni d’arte e musei, già direttore della Biennale Danza dal 2013 al 2016.

Lo spettacolo fa parte del cartellone “Vetrina d’Autunno, a cura dell’Associazione Teatrale Pistoiese in collaborazione con Comune di Pescia e Alfea Cinematografica.

Un’occasione preziosa per conoscere il percorso artistico di Sieni, della sua compagnia e, nello specifico, lo spettacolo “Paradiso” è offerta al pubblico sabato 20 novembre (ore 17,30) con “La Danza si racconta”, l’incontro di presentazione che vedrà protagonista Silvia Poletti, giornalista e critico di danza (Foyer Teatro Pacini, ingresso libero fino ad esaurimento posti).

Sabato 20 la biglietteria sarà aperta dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19 e si potranno acquistare i biglietti per lo spettacolo Paradiso e per gli altri appuntamenti in programma al Pacini “Grandi Discorsi” (20 novembre), Lisistrata (26-28 novembre), Antichi Maestri (5 dicembre).

“Il Paradiso di Dante – commenta Virgilio Sieni – ricompone il corpo secondo una lontananza che è propria dell’aura, un luogo definito dal movimento, da ciò che è mutevole. Un viaggio che si conclude nello spazio senza tempo della felicità. Il cammino di Dante non è assimilabile a niente, pura invenzione di una lingua inappropriabile che si trasforma in molecole di dialetto e oralità, gesto sospeso e luccicanze improvvise (…) Lo spettacolo è la costruzione di un giardino e non riporta la parola della Divina Commedia, non cerca di tradurre il testo in movimento ma si pone sulla soglia di una sospensione, cerca di raccogliere la tenuità del contatto e il gesto primordiale, liberatorio e vertiginoso dell’amore. Danza dialettale che si forma per vicinanze e tattilità. (…) In questo contesto di relazione e convivenza, la danza assume l’aspetto di un respiro che organicamente ritrova un contatto diretto con la tenuità delle foglie e il loro riferirsi costantemente alla luce, accudendola. Le piante restituiscono il vero senso della danza, la lingua penultima: dialettale e popolare, in grado di mettere in dialogo le persone secondo declinazioni astratte, simboliche, inventate e immediatamente inscritte nella memoria.”
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