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La Bella Addormentata: il piacere del grande balletto classico

Firenze – “Il Lago dei Cigni” del Balletto di Mosca La Classique al Teatro Verdi  o “La Bella Addormentata” del Balletto di Mosca Russian New Classic alla Pergola. Per gli appassionati del balletto è stata  una scelta dolorosa quella che hanno dovuto fare ieri sera 5 gennaio 2016, visto che le due compagnie si esibivano contemporaneamente in unica serata in una città dove l’eliminazione cieca e brutale del corpo di ballo del Maggio Fiorentino la fame di grande danza resta perennemente  insoddisfatta.

Nessun aiuto per la scelta da preferenze e gusti musicali, perché sono entrambi capolavori di Peter Ilic Cajkowskij e contengono tutti e due brani indimenticabili del repertorio di tutti i tempi e di tutte le orchestre. Sul piano dell’intreccio e della drammaturgia, però, non c’è gara, perché il libretto del Lago dei Cigni di Vladimir Petrovic Begicev  è di gran lunga più suggestivo, più appassionante e più teatrale della favola di Perrault, il cui meccanismo elementare fata buona/strega cattiva, principe azzurro/ principessa incantata, poco offre alle ombreggiature interpretative e al vibrare delle corde e motive.

Mentre il primo, come dimostrano recenti trasposizioni cinematografiche (vedi il cigno di Darren Aponofsky), tratta la dicotomia bene/male nel “doppio” della sensibilità angosciata dell’uomo contemporaneo, il secondo inevitabilmente resta prigioniero dell’apologo della fantasia fanciullesca e dunque non riesce mai a coinvolgere lo spettatore se non attraverso la musica e la grande tecnica del balletto classico.

Detto questo, noi siamo comunque andati a vedere la Bella Addormentata proprio perché è assai meno rappresentata della sua sorella maggiore e perché ci incuriosiva vedere da vicino la compagnia creata a  Mosca nel 2001 e diretta da Arkady Ustianzev della quale fa parte il meglio delle accademie russe con la partecipazione di étoile provenienti dai migliori teatri stabili.

Nell’edizione della Pergola la principessa Aurora è stata interpretata da Olga Kifiak, solista principale del Teatro di Stato di  Kiev e Desiré da Svetlitsa Evgenii, solista principale del Teatro dell’Opera di Leopoli, il che la dice lunga su una tradizione artistica, il balletto classico, che fiorisce ad altissimi livelli uniformemente in tutto la Gran Madre Russia.

Sicuramente il palco della Pergola è un po’ troppo piccolo per i grandi corpi di ballo e le ariose e spettacolari coreografie di Marius Petipa, ma in ogni caso ieri sera è andato in scena uno spettacolo godibile per la bravura e la professionalità dei danzatori. Scene e costumi senza infamia e senza lode, apprezzabile l’attenzione di adeguare la foggia al trascorrere dei cento anni dal compiersi della maledizione del fuso della strega Carabosse all’arrivo di Desiré guidato dalla fata dei Lillà: da un Seicento approssimativo a un Settecento  ben identificato.

Del resto la Bella Addormentata, in fondo, non è che un prezioso contenitore per l’esibizione e i “pas de deux” dei ballerini, visto che si articola in tre feste, battesimo, compleanno dei 16 anni e festa del lieto fine, dove i virtuosi si alternano davanti ai reali e ai dignitari che di fatto sono degli spettatori in scena. Non a caso il librettista, per aggiungere qualcosa di teatrale a un testo tutto coreografico e dare qualche contributo alle esigenze dello spettacolo, ha portato in scena i personaggi delle favole di Perrault: il principe azzurro, il gatto con gli stivali, Cenerentola e Cappuccetto Rosso.

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