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La Danza sportiva nel vortice degli scandali

Ormai da tempo le lamentele tra tesserati FIDS (Federazione italiana Danza sportiva) erano all’ordine del giorno. Si parlava di vittorie concordate, bigliettini scambiati con i numeri dei vincitori già stabiliti, giudici corrotti, concorrenti scomodi che non venivano invitati a partecipare alle gare. Nonché del tema, ormai così ricorrente da essere diventato un leitmotiv, del conflitto d'interessi tra giudici e insegnanti.
La polemica era divampata anche sul sito della FIDS  dove il presidente veniva attaccato e si difendeva con argomentazioni sempre più deboli.
Finché il 2 febbraio di quest’anno un articolo de “L’espresso” ha innescato la miccia per le interviste rilasciate da atleti che hanno apertamente denunciato una situazione insostenibile. Primo fra tutti Alberto Pregnolato, tecnico padovano dieci volte vincitore del titolo di Campione italiano assoluti, che aveva appena presentato un esposto alla Procura di Rimini su quanto avvenuto nella città romagnola durante i Campionati italiani 2010.
Il sospetto, secondo Pregnolato, era che tramite gare truccate si stesse creando una federazione nella federazione, composta da un centinaio di persone destinate a pilotare i risultati di numerosi club, per ricavarne enormi guadagni.
L’esposto di Pregnolato, accompagnato da prove come bigliettini, registrazioni audio e testimoni, e le polemiche scatenate dall’articolo de “L’espresso” hanno indotto Ferruccio Galvagno, presidente FIDS, alle dimissioni e la Giunta nazionale del CONI a commissariare la Federazione, nominando commissario straordinario Luca Pancalli, già vicepresidente generale del CONI.
L’attività di iinvestigazione non si è conclusa qui, e la Giunta ha nominato anche una Commissione d’inchiesta incaricata di scavare dentro le questioni amministrative della Federazione, per altro già oggetto di indagini anche da parte del CONI.
Il processo sportivo, che ha visto imputati Galvagno, quattro membri del Consiglio di amministrazione e numerosi appartenenti del Consiglio federale, si è svolto nell’aula del Coni presso lo stadio olimpico di Roma, con grande partecipazione di iscritti FIDS che hanno condiviso in tempo reale resoconti scritti ed audio dell’andamento processuale.
Il verdetto finale ha stabilito la radiazione a vita per illecito sportivo per Galvagno, Flemak e Cuocci, mentre per diversi altri membri del Consiglio federale è stata decisa l’inibizione dalle attività federali da 1 a 5 anni. Galvagno ha presentato appello, e vistosi di nuovo sconfitto, il 25 novembre ha inoltrato richiesta di arbitrato al TNAS (Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport) contro la Commissione d’appello federale che ha rigettato la richiesta di appello e confermato le sanzioni iniziali.
Questa la storia, che si svolgeva mentre Pancalli si dedicava ad affrontare il difficile compito di ricostruire una Federazione corrotta ed assediata da enormi problemi, ma anche ricca di atleti onesti e bravissimi.
“Più Federazione, più CONI dentro al movimento della danza sportiva”, questo il suo obiettivo di fondo. Ma non solo, Pancalli ha espresso anche la volontà di esaltare la componente sportiva di una disciplina che non viene pienamente percepita come tale, soprattutto dal grande pubblico. E così, mentre si continua a pensare al ballo come divertimento del sabato sera e le televisioni si sfidano a colpi di spettacoli e talent che di danza vera hanno poco, i nostri atleti, quasi in incognito, vincono premi in tutto il mondo.

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