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“La vie en rose” al Bargello di Firenze

Una raccolta di canzoni ed interpreti indimenticabili: da Edith Piaf con La vie en rose e Padam … Padam, fino a Charles Aznavour e Jacques Brel, per lo spettacolo La vie en rose…chansons del Balletto di Milano. Coreografia di Adriana Mortelliti, formatasi presso lo Spid di Milano, l’Accademia di Belle Arti e lo SiWiC, Swiss International Coaching Project for Choreographers, diretto da Ismael Ivo. Danzatrice, coreografa e costumista, ha danzato e collaborato con i teatri più prestigiosi e svolge la sua attività prevalentemente in Germania, ottenendo prestigiosi riconoscimenti internazionali.
Il fascino delle chansons francesi approda a Firenze in un lavoro coreografico articolato in una successione di quadri indipendenti in cui si raccontano storie d’amore, di indifferenza, di amicizia e di solitudine, di sentimenti e di emozioni in una sintesi di musica e danza.
La vie en rose…chansons, grazie al quale Mortelliti è stata premiata come miglior coreografa emergente nell’ambito del concorso internazionale di danza "Città di Rieti", è una creazione dal forte potere evocativo, percorsa dalle note appassionate delle celebri canzoni, che lascia il pubblico  libero di interagire e di intraprendere un viaggio tra i ricordi della vita e le cose  che l'hanno fatto emozionare, piangere, ma anche ridere e gioire. Lo spettatore prende quindi parte alla vicenda rielaborando le suggestioni "raccontate", in base alla sensibilità e alle esperienze personali.
A parte La vie en rose, interpretata dall'inconfondibile voce di Edith Piaf – ed esempio più celebre di “valzer musette”, uno stile popolare di valzer suonato con la fisarmonica – le canzoni che ci faranno sognare sono davvero molte e le voci quelle originali dei grandi chansonniers: tra le curiosità Quand on se promene e Depuis que je suis a Paris, di Jean Gabin, l’attore che mai, nel corso della sua lunga e fortunata carriera, dimenticò la canzone, da lui considerata il suo primo amore artistico e Paroles paroles interpretata da Alain Delon e Dalida. Ma non solo passato, nella compilation dello spettacolo: a ricordarci che la tradizione della canzone francese   è ancora viva, e superandone e contaminandone gli stereotipi culturali, due giovani protagonisti: Stromae, il belga con origini ruandesi dallo stile originale che unisce musica elettronica e trip hop, interpreta Alors on danse, e Abd Al Malik il rapper, poeta, compositore e scrittore  franco-congolese che arricchisce lo spettacolo portando in scena temi come l'immigrazione e il riscatto sociale, grazie a Gibraltar, un testo denso di significati omaggio alle sue radici africane.
Tutto interpretato dal Balletto di Milano, compagnia attiva nel mondo della danza da oltre trent’anni e una tra le realtà nazionali più interessanti e di maggior livello artistico. Invitata a rappresentare i propri spettacoli nelle maggiori istituzioni teatrali ed enti lirici, è stata fondata da Renata Bestetti e Aldo Masellala e vanta un nucleo stabile di danzatori provenienti dalle migliori scuole e accademie, in grado di coniugare una tecnica impeccabile, notevole versatilità e capacità espressiva. Ambasciatore della danza italiana in tutto il mondo con i suoi straordinari spettacoli, il Balletto di Milano porta sul palcoscenico del Florence Dance Festival uno dei suoi grandi successi per farci vivere una serata densa di passione.

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