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Lyric Dance Company celebra il genio artistico con “Callas” e “Caravaggio”

Firenze – Giovedì 29 marzo, alle 21, all’Auditorium di Santo Stefano al Ponte a Firenze Lyric Dance Company porterà in scena “Callas” di Alberto Canestro, con repliche l’8 e il 22 aprile, il 6 e il 23 settembre.  Il 13 maggio, sempre all’Auditorium, la compagnia di danza fiorentina debutterà con la nuova produzione dal titolo “Caravaggio. Amor vincit omnia”, sempre su coreografia del suo Direttore Artistico e fondatore Alberto Canestro.  Per “Caravaggio” sono previste repliche nelle seguenti date: 13 e 31 maggio, 17 giugno, 9 settembre e 21 ottobre.

Entrambi gli spettacoli, nati originariamente per il teatro, sono stati completamente rivoluzionati per l’ottimale interazione con lo spazio. La Chiesa sconsacrata medievale di Santo Stefano – sita all’inizio del Ponte Vecchio, da cui trae il nome – è infatti ormai uno dei luoghi dell’arte più apprezzati a Firenze, grazie alle grandi mostre multimediali che vi si svolgono e che si devono alla creatività di Crossmedia Group.

“Callas” e “Caravaggio” sono perciò letteralmente rinati nella dimensione multimediale che consente di abbinare alla coreografia e alle figure eleganti dei danzatori, una dimensione onirica grazie alle imponenti videoproiezioni, che creano una scenografia pulsante e metamorfica di grande impatto.

Con “Callas” Alberto Canestro ha voluti celebrare l’immenso talento della leggendaria soprano, portando in scena la dialettica tra la sua scintillante vita sul palcoscenico e i tormenti della sua vita personale. Non solo la Callas, quindi, ma anche Maria; colei che Pier Paolo Pasolini, che la diresse in “Medea”, definì “un uccellino con potente voce d’aquila”, ma anche “un’aquila tremante”.

Le luci, le atmosfere e i colori della pittura di Michelangelo Merisi detto “Caravaggio” sono da sempre amati da Alberto Canestro, diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Per narrare la complessa vita di questo genio dell’arte, donando tridimensionalità alla composizione pittorica grazie al gesto danzato. Con rigore ed eleganza, infatti i danzatori della Lyric Dance Company sembrano quasi uscire dai dipinti del Maestro, in un continuum di intenzionalità ed emozionalità, dove la drammaticità della composizione pittorica trova naturale svolgimento nello spazio. Il coreografo codifica nel suo linguaggio neoclassico la carica emotiva e la forza compositiva dei dipinti e attraverso la sua sensibilità di artista multidisciplinare ne esalta gli elementi plastici e li lascia fluire e mutare in forme attuali nelle quali traspare sempre l’enorme rispetto e ammirazione per il grande artista del Seicento.

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