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Ma davvero non balliamo più sulla luna?

Si balla ovunque e di tutto, anche se da diversi anni non si “inventano” più danze. Perché? Forse per mancanza di creatività e appiattimento ai gusti di un pubblico di massa? A porsi la domanda il New York times, che cita una serie di felici esempi di creazione di balli o movimenti per dimostrare che non c'è più originalità nella danza.
Una conclusione opinabile, a nostro avviso. Cambiano i tempi, mutano i gusti e i mezzi di comunicazione, il sistema acquisisce e impone stili di comportamento alla persona. Ma non tutto è perduto.

Partiamo dal twist. Nel 1960 Chubby Checker lanciò il famosissimo The twist (cover della canzone del 1958 di Hank Ballard) e, un anno dopo, l’ancora più celebre Let’s twist again. Ingredienti, una musica ripetitiva – simile al rock ma che affonda le sue radici nel jazz – ballo semplice – “come spegnere una sigaretta con i piedi e strofinare un'estremità con un asciugamano” -, che pure viene fatto risalire ad una danza che, intorno al 1890, gli schiavi deportati dall’Africa occidentale ballavano nelle piantagioni americane. Un contorcimento, mix di antico e moderno, che scatenò i giovani di tutto il mondo e che, ancor oggi, continua ad essere apprezzato.

E che dire del moonwalk? Quando Michael Jackson nel 1983 lo presentò per la prima volta nel corso di uno show sulle note di Billie Jean fu uno shock. Poco importa che l’inventore della camminata sulla luna sia probabilmente stato Marcel Marceau: quello spostarsi all’indietro dando l’illusione di camminare in avanti come se si fosse in assenza di gravità, rimarrà nella storia del ballo come un’invenzione geniale.

Milioni di giovani, cercarono di imitarlo. Imitatori sconosciuti che si esercitavano nei corridoi delle scuole o sui campi di calcio, altri più celebri come Kevin Bacon che con Footlose (1984) diretto da Herbert Ross divenne un mito.
Oggi le danze si imparano su Youtube e sono frutto di sapienti operazioni di marketing. Questo non basta però a renderle tutte finte e di basso livello. Certo, l’artista che fa innovazione è raro e il ballo è diventato un prodotto commerciale al pari della Coca cola personalizzata e dell’iPhone. Come il cellulare è studiato a tavolino, parte da accurate indagini di mercato per scoprire ciò che vogliono i giovani e, una volta individuato, il prodotto viene imposto tramite la star di turno, sia Lady Gaga, Beyoncé o Madonna. E’ a quel punto che, secondo il New York times, il ballo diventa di plastica: perché non c’è più un Michael Jackson che affina e perfeziona negli anni il suo moonwalk, ma schiere di coreografi che lo insegnano ai ragazzi che accompagnano le star nelle loro esibizioni o nei loro video, rendendoli cloni che propongono un ballo sempre uguale, identico per tutti, privo di ogni autonomia espressiva.
Ma è davvero così? Forse no, per lo meno negli effetti reali. Perché se il Gangnam style di Psy è stato sicuramente studiato a tavolino (e come ballo è inesistente), ha dato comunque esiti di grande spontaneità. Basta dare un’occhiata a Youtube: dagli ufficiali dell’esercito norvegese che si scatenano in mezzo alla neve fino a due arzille vecchiette che si shakerano a più non posso, il mondo intero si è esibito sulle note di Psy. Forse è un tarocco- si è detto – perché pare che il tormentone abbia tradito il vero Harlem shake, un ballo più spontaneo e al tempo stesso più tecnico, fluido e frenetico.
Ma al di là di giudizi di valore, anche Chubby Checker e Michael Jackson hanno attinto a fonti preesistenti, e nella storia della danza tutti i balli, anche quelli più “importanti” sono una rielaborazione più o meno personale di altri più antichi. Né il mezzo – Youtube anziché il cinema o il teatro – qualifica di per sé il prodotto e fare una gerarchia dei mezzi (e dei luoghi) di comunicazione risulta alquanto snobistico.
La gente, per fortuna, usa sì i prodotti plastificati ma è anche in grado di trasformarli e, soprattutto, di creare ancora forme di espressione nuove e produrre fenomeni spontanei. E forse mentre scriviamo, nelle strade di New York o di qualche altro luogo del mondo sta nascendo un nuovo ballo. Ai talent scout coglierlo, catturarlo e farne il prossimo successo commerciale. Il gioco continua, oltre le pause di staticità.

Referenze fotografiche: Getty Images

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