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Ma le donne ballano di più

Si balla in due, è scontato. Ma quante persone pur avendo il desiderio di ballare si scoraggiano perché sono sole? Molte, specialmente donne che “sanno” e che, come dice Ligabue, “possono ballare un po’ di più”.
Se cominciamo un corso di ballo per condividere un po’ di tempo e un’esperienza piacevole con il nostro compagno di vita, il problema non si pone: statura e costituzione non sono un ostacolo. Perché è evidente che si balla per divertimento, gli uomini magari per placare le rimostranze che ogni domenica pomeriggio accompagnano la visione delle partite di calcio.
Se però l’obiettivo è di fare danza sportiva e magari un po’ di agonismo, i parametri di riferimento cambiano ed è preferibile che tra i ballerini non ci sia un rapporto sentimentale. La storia insegna, e i grandi atleti spesso ribadiscono, che essere una coppia contemporaneamente nello sport e nella vita è molto difficile.
Infatti potrebbero essere motivo di scontro le recriminazioni e le reciproche accuse di negligenza e di incapacità che sono naturali nelle prove di ballo, perché, si sa, se sbaglia uno dei ballerini sbaglia la coppia che danzando realizza una serie di figure imperniate su passi obbligati.
Molte sono le scene poco edificanti tra coniugi insospettabili a cui ognuno di noi che pratica un po’ gli allenamenti ha suo malgrado assistito. Eppure tra partner ci deve essere “intesa” cioè la quella capacità di muoversi in sincronia, di percepire ed esprimere le stesse sensazioni. Questa intesa nasce dalla reciproca conoscenza ma, soprattutto, dal pensare sempre che non si balla da soli, ma captando e seguendo informazioni esterne per eseguire i propri movimenti ed ottenere come risultato finale l’essere “un solo corpo con quattro gambe”.
L’ideale, se si vuol cominciare a ballare, è trovare un amico, per avere una confidenza ed un coinvolgimento non totalizzanti. Spesso però la scelta è gestita dal maestro di ballo che provvede a creare nuove coppie tra gli allievi.
Soprattutto a livello agonistico la scelta del partner è fatta di concerto con il maestro, anzi da questo proposta, vagliata e giudicata durante le prove prendendo in considerazione molti aspetti: innanzi tutto il livello di preparazione, e poi una serie di parametri di natura più fisica.
La statura, il colorito della pelle, dei capelli e la costituzione sono i più importanti. L’altezza è fondamentale perché l’uomo guida ed avanza ed è quindi necessario che sia il più alto per avere una visuale migliore. Comunemente si dice che dovrebbero esserci dieci centimetri di differenza in altezza tra uomo e donna, anche perché questa ne recupera alcuni grazie ai tacchi.
Altro dettaglio importante è la costituzione fisica: premesso che sarebbe bene essere magri per ovvi motivi di agilità ed eleganza, dama e cavaliere non possono essere uno pletorico e l’altro esile perché l’uno sovrasterebbe l’altro o, come si dice in gergo, “lo farebbe scomparire”.
Comunque se il nostro obiettivo è puramente amatoriale, possiamo, e spesso dobbiamo a causa di una scelta limitata, essere elastici nelle pretese, ma senza dimenticare che armonia ed affiatamento devono essere per tutti le parole d’ordine, anche nelle componenti esterne alla coppia come l’abbigliamento ed il trucco.
Perché l’obiettivo è sempre e comunque comunicare con l’espressività e il portamento che siamo i più bravi, quelli che nel corso di una gara meritano in assoluto di vincere e, in pista, i più interessanti da guardare.

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