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Mediaset non recede e Baila!

L’accoppiamento di persone note e non, la selezione ed eliminazione anche tramite una giuria popolare, il conferimento di un premio finale, sono stati considerati dal giudice gli elementi di plagio nei confronti di Ballando con le stelle e così nel corso di una giornata Baila! è stato riscritto, con un risultato non certo brillante sopra tutto per la disomogeneità dell’insieme.  I vip hanno ballato tra di loro, con risultati deludenti come era ovvio che fosse, mentre i ballerini, anch’essi in coppia, spiccavano per la loro bravura.
E’ difficile pensare che ballerini di ottimo livello possano avere bisogno del vip di turno, sia pure la Colombari o Marin, per vincere una gara di danza.
Mentre mi sembra da apprezzare la qualità della giuria tecnica che con la presenza di Caterina Arzenton e Simona Fancello ha imposto due campionesse del mondo, a cui si sono aggiunti un tecnico FIDS ed uno IDC, appartenenti quindi a federazioni diverse.
In questo caso la differenza con Ballando con le stelle, che ha un solo tecnico in Carolyn Smith, a cui si accompagnano personaggi che palesemente non conoscono il ballo, gioca a tutto favore di Baila!. Così come la possibilità di televotare anche direttamente via Facebook, utilizzando i Facebook credits.
La sensazione è comunque che un po’ tutti gli attori coinvolti nella vicenda non abbiano chiare le regole della danza sportiva.
Innanzi tutto, come si sostiene su Infodanza, fra i portali italiani più accreditati del settore, Ballando con le stelle ricalca il concetto di Pro-am, cioè del maestro che balla con l’allievo, e Baila! quello di team match, cioè delle squadre costituite da più coppie. Si tratta di una diversità rilevante, che è stata però sottovalutata, mentre si agitava l’inutile polemica sui ballerini di Baila! iscritti a federazioni di danza sportiva e quindi da considerarsi “dei professionisti”.
In realtà chiunque partecipi a competizioni deve obbligatoriamente essere iscritto ad una federazione che le organizza, sia pure un dilettante. Non si tratta di soli professionisti, perché il ballo è una disciplina sportiva, con statuti e regolamenti, tesseramenti ed organi di giustizia, e non un passatempo da balera o da quattro salti con gli amici che solo “i professionisti” svolgono in modo serio.
Un’ultima considerazione sulla “storica decisione del giudice” che dovrebbe servire a riordinare il settore della concorrenza televisiva, come sostiene il legale della Rai: i plagi, o comunque le imitazioni tra programmi delle varie reti sono ampiamente e tristemente consolidati, così come il saltellare da una rete all’altra dei conduttori. Siamo certi che la causa in corso gioverà in qualche modo ai telespettatori?

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