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Tango argentino in salsa italiana

Joe CorbataTango e musica per ballarlo. La polemica tra puristi – ancor oggi legati alle stupende musiche di Carlos Gardel, Canaro, Pugliese, Troilo, Piazzolla – e innovatori – sostenitori del Tango nuevo  che miscela i tradizionali strumenti del tango con la musica elettronica, house, jazz, chill out e il trip-hop – divampa ancora e se ne scorge l’eco in ogni milonga che riservi ai due generi sale o addirittura momenti separati.

Il contributo offerto dall’Italia alla grande musica milonguera non è stato da poco: figlio di immigrati pugliesi Piazzolla e sempre di origini italiane Carlos di Sarli, Osvaldo Pugliese, Francisco Canaro e molti altri che hanno costruito questa forma di musica popolare.

Un’impronta italiana nel Tango che continua manifestarsi, pur episodicamente, anche nella nostra musica contemporanea per il contributo di grandi artisti i cui brani però sono forse poco conosciuti (e riconosciuti come tanghi) e sicuramente poco ballati nelle milonghe.

Primo fra tutti, Paolo Conte che del tango ha fatto una sua cifra. Con Tango (Paolo Conte, 1975) comincia il suo viaggio “Sul ritmo oscuro di una danza/piena di sogni e di sapienza”. Un viaggio inizialmente tradizionale, che si espande con Blue tangos (Un gelato al limon, 1979) e il suo stupendo assolo di sax, e poi con l’album Paris  milonga (1981) che con il suo quasi milione di copie vendute si impone come un grande successo non solo di critica. All’interno di Paris milonga, spiccano Alle prese con una verde milonga e L’ultima donna. Nel 2004 Conte pubblica Il regno del tango (Elegia), per confermare che è una danza che può essere parte di ognuno di noi, al di là delle apparenze: “potrei sembrare un ragioniere/ anche un geometra potrei/ ma un tango sento io gridare/in fondo ai sentimenti miei”.

Nel 1989 il mitico Vasco Rossi canta Tango della gelosia (Liberi liberi), e con la sua consueta ironia propone il tema tipico della tradizione tanguera dell’amore come sofferenza. Lo precede di poco Francesco Guccini con Scirocco (Signora Bovary, 1987) che vede protagonista Baudelaire, un amico dell’artista così chiamato perché “scriveva poesie ed era più visionario di Sartre”, e più tardi con Tango per due (Quello che non …, 1990).

Sono proprio i cantautori, i migliori, che sperimentano e si avvicinano alle melodie del tango. Nel 1984 l’indimenticabile Gabriella Ferri canta con la sua voce graffiata e sfacciata Remedios, entrato poi nella colonna sonora del film Saturno contro di Ferzan Ozpetek (2007). La Ferri replica nel 2000 con Er mejo tango (Canti diVersi che raccoglie altre sonorità come il jazz e il flamenco) e pochi anni dopo, nel corso del varietà Testarda io condotto da Iva Zanicchi, duetta con la bravissima Antonella Ruggiero che recupera una musica incisa ai tempi della sua collaborazione con i Mattia Bazar: Vacanze romane, che pur su un ritmo rumba-beguine, viene solitamente ballata a tango. Vacanze romane è un grande esempio di fusione tra tradizione melodica e nuovo pop. Presentata al Festival di Sanremo nel 1983, procurò non poche emozioni nel tempio sacro della tradizione canora: “Guarda questo video, abbassa la tua radio. Fu quanto facemmo tutti noi, giovanissimi inebriati dal techno-pop, dopo il sobbalzo che ci smosse dal sonnecchiare procurato dalla parata sanremese cui nessuno, pur senza confessarlo, osava sottrarsi”, si legge su Ondarock ripensando agli effetti suscitati all’ascolto della canzone.

Vasco Rossi, Guccini, Paolo Conte e Gabriella Ferri, autori di tanghi comunque fuori dalla tradizione argentina, ma che ben descrivono una musica e una danza che raccontano la voglia di conoscersi. “Il tango, una ventata, una follia, che sfida gli anni frettolosi … dura meno della tenue melodia, che è solo tempo”, ha scritto Jorge Luis Borges.

E così Gianna Nannini, che in Amandoti (Perle, 2004) canta da rocker par suo un amore che affatica e svuota. Un amore sfibrante e alla fine, che “dolcemente, solo per un’ora perdutamente” si può recuperare in un tango. 

Nella foto Joe Corbata e Lucila Cionci. Referenze: http://www.tangofolly.co.uk/shoot

 

 

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